Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1939
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La questione del Mediterraneo* ecc. 415
recatosi ancora una volta a Bitonto, con la minaccia di gravi rappresaglie impone agli amministratori l'immediata consegna di un certificato, con cui si attesti che niente egli aveva chiesto per esentare questa città dall'alloggio di truppe, e che niente avevano dato nelle sue proprie mani . Premuti da un ordine così perentorio, gli sciagurati bitontini rilasciano la dichiarazione, della quale poi Lechi si serve a documentare ] sua irreprensibile condotta! Poscia, a smentire con l'evidenza i ricorsi e le dicerie, fa occupare da numerosa guarnigione la città, che in tal modo vien duramente percossa, come si suol dire, dal danno e dal malanno.
Il fatto che qui ho riassunto sulla scorta di una relazione ufficiale , del 15 settembre 1803,2* non che costituire un episodio singolo, è chiaro indizio d'un sistematico e meditato procedimento. Da una serie di riservate inchieste, compiute dal giudice di polizia Ganofari e racchiuse in ventinove volumi, si desume che simili ricatti, con attestati negativi estorti a via di esose prepotenze, furon perpetrati dal generale in quasi tutti i Comuni del Barese.3) E fu questo il precipuo motivo, onde Lechi, tra l'inverno e la primavera del 1804, venne trasferito nella piazzaforte di Lecce. Ma il trasloco non distolse punto il bresciano dalle sue consuetudini predatrici; che, fin dal primo apparire, sconvolse la nuova sede con ogni specie d'intemperanze e di saccheggi. Valga, innanzi tutto, la testimonianza oculare del Buccarelli: Questo Generale di Bipartizione Lecchi, fin dal suo arrivo in questa città di Lecce civilmente gl'ha dato il sacco [sic) con mettere in contribuzione non solo l'istessa, ma tutte le città e . paesi di questa provincia, che l'ha ridotta ad una estrema miseria, si nello tempore, ma molto più nello spirituale.*)
Azione doppiamente deleteria esplicava dunque fra le popolazioni salentine Giuseppe Lechi: depressione degli animi ed arrembaggio delle sostanze. Ed anche qui le corrispondenze degli Esteri raffermano con particolari notizie l'impressione dei diarista. Mi restringerò a raccontar due sole fra le tante bricconerie, che balzano ad ogni passo dai manoscritti: il trafugamento dei vasi etruschi , commesso in Coglie Messapica a danno del sacerdote Carmosino, e la fucilazione dal milite borbonico De Paola, che suscitò le più vive divergenze fra
i) Ivi.
2) Ivi (relazione del Caporuota Canofari, Bitonto, 25 settembre 1803).
3) Ivi, fase. 4314.
*) VACCA, op. ci*,, p. 112.