Rassegna storica del Risorgimento
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1939
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Antonio Lucarelli
repubblicano o monarchico. I vantaggi che sarebbero venuti alla Francia dal nuovo assetto della Penisola emergevano dalla stessa situazione politico-militare dell'Europa, tutta dilaniata come osservava il ParibeUi da due opinioni diametralmente opposte,J) l'ideologia rivoluzionaria e l'ideologia reazionaria, le costituzioni rappresentative e le monarchie assolute. Un'Italia riunita in un solo corpo, ove una sola e medesima voce fosse risonata dalla cima delle Alpi fino al Mar Ionio , un'Italia saldamente agguerrita, e stretta in. alleanza difensiva ed offensiva con la Francia, non soltanto avrebbe equilibrato le due forze, che minacciavano d'inghiottirsi con la totale mina délVEuropa l'ammonimento, per talun aspetto, potrebbe anche riferirsi agli odierni contrasti ma avrebbe altresì debellata la prepotente egemonia britannica nel Mediterraneo.
Missione di giustizia, di equilibrio, di pace! Eran codesti i principali motivi che i patrioti d'ogni parte della Penisola esponevano nei memoriali per indurre la Francia alla proclamazione dell'unità e dell'indipendenza italiana. Senonchè direttori e legislatori e generali, tranne Ioubert e Championnet, irridevano alle fantasie rivoluzionarie degl'Italiani notava cosi, con amarezza, Guglielmo Pepe 2) e quando pure non ne respingevano con rudi maniere i messaggi, come avvenne alla Deputazione partenopea, differivano con futili pretesti a dopo le vittorie l'appagamento dei loro voti. Ma quale fosse la verace ragione dei mal celati dinieghi, noi apprendiamo da una lettera autografa, che il marchese di Gallo, per mezzo del corriere Giannini, spediva il 13 gennaio 1804 al ministro Acton alfine di placar l'animo del re, tutto pervaso dalla paura d'essere in quei giorni sbalzato dal regno, che sarebbe stato annesso alla Repubblica Italiana. Riproduco il manoscritto, denso di sagaci osservazioni, nella parte che più si attiene alle nostre indagini:
QuaTinteresse avrebbe la Francia di far male a S. M. ed alla Real Corona? Forse per distruggere lo Stato? Ma a qual'ogetto? La Francia non è più nel sistema di far Repubbliche. Quella che vi è in Italia è di puro nome; re si vedrà con piacere l'occasione di mutargli (sic) il nome, subito che muterà quello della Francia. L'idea di riunir tutta l'Italia alla Repubblica Italiana o sotto le forme repubblicane, o sotto le monarchiche* e imo sproposito che in Francia non è venuto in testa a nessuno: e toltone qualche Lombardo che s'intende più di formaggio, che di politica, nessuno ha pensato ancora di unire in una sola massa di Potenza un paese, che quando è stato unito, ha dominato tutti i suoi vicini, o che supera gli altri in tutte le circostanze.
J) Ivi, p. 361 segg.
*) PEPE, Memorie, Lugano, 1847, voi. I, p. 152.