Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1939
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pagina
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425
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La questione del Mediterraneo, eco, 425
Mai dunque si è qui pensato che la Monarchia Napolitano esca dalla sfera t dal grado in cui si trova, e la Francia sente tutte le ragioni di sua convenienza politica e commerciale, perchè le cose in Napoli, e in tutta V Italia meridionale rimangono né più né meno, come si trovano.1)
Nella breve diagnosi del diplomatico napoletano è delineata con mirabile intuito la politica estera della Francia; la quale blandiva con lusinghiere promesse gl'Italiani non altrimenti però si comportavano i ministri dell' Inghilterra e dell'Austria al solo intento di attrarli nella sua orbita ed averli ognora sottoposti per le sue mire di espansione mediterranea. Ed io non so rattenermi dal mettere qui a raffronto il giudizio espresso dal Gallo, in quei pristini albori del secolo XIX, col pensiero che sulla stessa questione manifestava, in pieno accordo con Lamartine, il ministro' degli esteri Bastide nel luglio del 1848:
Noi desideriamo sinceramente l'affrancamento dell'Italia dallo straniero, ma in pari tempo non potremmo ammettere che a profitto di una Potenza italiana si stabilisca un domìnio forse più inquietante per la penisola della stessa dominazione austriaca... La formazione ai piedi delle Alpi di una Monarchia di undici o dodici milioni di abitanti, appoggiata su due mari, e che diverrebbe sotto tutti gli aspetti una Potenza formidabile... sarebbe per la Francia e per la penisola un fatto assai grave. 2)
Ecco, dunque, la verità chiara e lampante: repubblicana o monarchica, assolutista o democratica, la Francia avversava le nostre aspirazioni; e là libertà da essa bandita con tanto fi-agore si risolveva in un qualsiasi strumento di predominio e di rapina. Gli ostili proponimenti, in sulle prime dissimulati per owie ragioni di opportunità politica e militare, si rivelarono, precisamente dopo le vittorie, nella pace di Firenze, ove le nostre provinole servirono qual mercanzia da traffico e baratto nelle mani del Corso vincitore. S'infranse allora del tutto il velo che aveva ottenebrato gl'ingenui patrioti, disparvero le ultime illusioni ancor vive dopo Marengo; e la fervida simpatia, ond'essi avevano assecondato le gesta rivoluzionarie d'oltre Alpe, volse in amarezza profonda e in aperta ribellione. Da tale stato di animo, che si andava del resto profilando fin dal 1796-97, era già derivata l'insurrezione del generale Giuseppe La Hoz, lombardo, che, prescelto dal Bonaparte a capo dei legionari, aveva disertato col brigadiere milanese Pino la Divisione Montrichard, osteggiando con
1) A. S.N., Esteri, fase. 437, Cfr. PIERI, op. cit., p. 56.
2) SILVA, /' Mediterraneo dall'unità di Roma all'unità d'Italia, Milano, 1927, . 266 (Istruzioni inviate al nuovo rappresentante, francese a Torino, Bois-le-Comte).