Rassegna storica del Risorgimento

anno <1939>   pagina <426>
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Antonia Lucarelli
le sue brave Guardie Nazionali nell'Emilia e nelle Marehe. Quella rivolta, intempestiva e precoce, falli miseramente quante ne falliranno, affogate nelle lacrime e nel sangue, prima che la Patria consegua la sospirata unità! e lo sventurato La Hoz venne ucciso fra misteriose circostanze, sotto le mura di Ancona, nell'ottobre del 1799; H ma il nuovo problema dell' Italia che farà da sé, redimendosi cioè con i sacrifici de' suoi figli, era posto e consacrato dall'olocausto del giovane capitano, che avrà subito seguaci ed imitatori. Infatti eran trascorsi appena due anni, allorché una seconda rivoluzione per la Riunione de* Popoli <TItalia è ordita fra gli Abruzzi, le Marche e lo Stato Pontificio dal napoletano Francesco Pignatelli Strongoli, dal mantovano Pino e dal bresciano Lechi; il quale, benché recalci­trante per motivi d'indole perspnale, aveva già militato nella legione lombarda agli ordini di La Hoz. Anche questo tentativo, che Giam­battista Rodio aveva seguito con gelosa cura dalla sua presidenza di Teramo, informandone subito il ministro Acton, *) fu sventato fra le delusioni dei patrioti meridionali, che avevano concepito le speranze più lusinghiere. Ma Giuseppe Lechi non rinunziò agli ardi­mentosi disegni, che dovè serbare nell'animo, in attesa di un ambiente meno avverso e di una occasione più. propizia. Ed eccolo, di li a qualche anno, con tali predisposizioni antifrancesi, patriottiche, unitarie trasferito in Puglia a capo della Divisione italiana.
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Lumeggiate queste preliminari circostanze, non sarà disagevole spiegare le ulteriori vicende.
Non appena Lechi pose piede nella città di Bari, lontano per centinaia di miglia dal grosso degli eserciti francesi, concepisce un ardito piano: raccogliere intorno a sé tutte le milizie cisalpine a servizio della Francia, aggregarsi le masse degl'insorgenti, come aveva fatto La Hoz e lui medesimo negli anteriori tentativi, cacciar via lo straniero ed offrir la corona dell'Italia una e indipendente al re di Napoli, che racchiudeva nelle sue mani il maggiore agglomerato politico della Penisola. Quali fossero con precisione gl'intenti ch'egli si proponeva ed i mezzi onde raggiungerli, noi desumiamo dal segreto colloquio ch'ebbe nei pressi di Gerignola con Golaianni, già Direttore
0 SPADONI, II generala La lios e il suo tentativo indipendentista nel 1799, Mace­rata, 1933, passini.
2) CROCE, op. ci*., p. 405 sog.