Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1939
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pagina
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427
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La questione del Mediterraneo, ecc. fS
della Segreteria degli Esteri, e dal relativo rapporto che questi consegnò ad Actou il 30 ottobre 1803.
Lo trascrivo nei passi più notevoli: *
[Lechi disse] che il progetto consisteva nel riunire sotto un solo capo e dominio tatti i Governi Italiani, scacciandone i Francesi e mandandosi in fumo gli Stati del Papa e del Re d'Etruria e la Repubblica Italiana... che egli sul principio della rivoluzione francese aderì a questa coll'idea e speranza di veder lìbera l'Italia dal giogo del dominio straniero; ma poi, avendo osservato di essere stata l'Italia depredata da Francesi e rimasta sotto la loro dura schiavitù, egli incominciò a disgustarsi ed a detestare il dominio francese in Italia, avendo manifestato apertamente questo suo disgusto in più occasioni al Generale Murai... perciò avea ideato il progetto di scacciare i Francesi dall'Italia, riunendo i vari Stati di essa in un solo dominio; la quale operazione non era per predargli la taccia di traditore del Governo Francese, giacché si trattava di redimere la propria patria e l'Italia dalla schiavitù straniera... che il riunito dominio italiano non potrebbe star bene ad altri che al Re di Napoli, il quale potrebbe fare la prima figura nella rivoluzione italiana; poiché gl'italiani persuasi ormai della vanità della Democrazia, aspiravano a liberarsi dal giogo francese e dal governo della Repubblica Italiana, e sarebbero tutti concorsi a sottomettersi al dominio di Sua Maestà... che tra i mezzi da adoperarsi nello sviluppo dell'affare erano le forze militari della Repubblica Italiana, delle quali potea farsi conto fino a 14.000 uomini di truppa di linea, dovendosi nell'atto stesso sperare molto dalle masse armate italiane e dalle truppe piemontesi (i cui antichi ufiziali erano tutti pronti per venire contro la Francia)... ch'egli era sicuro della sua Divisione di truppa italiana, a cui erano aderenti i patrioti regnicoli, de' quali, nel porsi ad effetto il citato progetto della rivoluzione italiana, era certo poterne avere, e condur seco fino a 40.000, ma che non era sicuro della Divisione francese, la quale peraltro nella crisi rimarrebbe inviluppata essendo in picciol numero: che trovandosi le forze francesi ora rivolte alla intrapresa d'Inghilterra, non era possibile di poter parte di esse piombare sul momento in Italia per distruggere il progetto della rivoluzione... che Verdier, essendo uomo disgregato dal Governo francese,facilmente si girerebbe al partito della rivoluzione italiana, se venisse guadagnato co' regali della Real Corte, adoperandosi in ciò Marnili, il quale era molto amico di Verdier, e potrebbe tenergli dietro per tirarlo al partito italiano.. Seguitando Lecchi il discorso disse che questa rivoluzione italiana o presto o tardi sicuramente accoderà per cui la Real Corte dove a risolversi col partito da prendersi, e che il Vice presidente della Repubblica Italiana per un momento aveva avuto l'idea di porsi alla testa della rivoluzione italiana, ma poi per timidità aveva desistito da tale idea... che l'attuale numero delle troppe francesi ed italiane nel Regno era di circa 11.000 teste, che l'oggetto apparente della loro stazione in Regno era di far le viste d'imbarcarsi per l'Egitto o di cascar sopra Malta cogli armamenti di Tolone e di altri luoghi marittimi francesi, ma che in realtà il vero oggetto era quello di divertire parte delle forze inglesi del Nord e richiamare l'attenzione nel Mediterraneo, e che i Francesi, se vincessero nell'attuale guerra cogl* inglesi, distruggerebbero poi tutti i piccoli sovrani...l).
1) A* S. N.t Esteri, fase, 4313 (Risultato dall'abboccamento tenuto nel mattino del 27 ottobre 1803 w* San Cassano tra il generale Lechi erl colonnello D, Giambattista Colaianni).