Rassegna storica del Risorgimento

anno <1939>   pagina <431>
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La questione del Mediterraneo, ecc. 431
aveva già trasmessa per iscritto in lingua francese, e il cui contenu to si può riassumere iu questi brevi termini: Carlo Maritili, forse per incitamento del ministro Acton e de1 suoi Sovrani, aveva tentato di sov­vertire lui e Verdier con la proposta di un moto rivoluzionario inteso a cacciar gli stranieri e unire tutta quanta VItalia nelle mani del re Ferdi­nando l Degna di nota la conclusione, che qui letteralmente trascrivo.
Voila, Citoyen Anibassadeur, un affaire qui je no doute pas, attirerà votre attentimi, pour que s'il y a de la realité, on pretine les misures qui sont nécessai-res, e s'il n'a été à inimaginer que comme un piège contee nous, vous ayet la bonté de leur prouver qu'on ne doit pas impunément attenter à i'honneur de deux ofEcicrs Genéraux, qui dans tonte circostance ne pourront jaxnais ótre revoquer en doute sur l'attachement et la fidente, qu'ils ont a leur Gouvernement. i)
Ricorre qui al nostro pensiero il noto proverbio: a corsaro, corsaro e mezzo! Ad ogni modo però a questo punto riappare l'altro aspetto, purtroppo deplorevole, di Lechi: si dilegua cioè il patriota dalle ardite o, sia pure, imaginose concezioni liberali ed unitarie, e subentra l'obliquo mistificatore, cui non ripugna di riversare le sue responsabilità sul giovine ed innocente amico. Ed anche Alquier è involto nella trappola; giacché, fiducioso nelle dichiarazioni di Lechi e Verdier, impone al governo napoletano l'arresto del Marnili, qual orditore o esecutore della indegna manovra. Così, la mattina del 1 dicembre, l'ignaro e sbalordito capitano è rinchiuso nel Castello del Carmine, a disposizione del brigadiere marchese di Pietraiaaggiore, ministro del Supremo Consiglio di Guerra, e di Raffaele de Giorgio, avvocato fiscale della Suprema Giunta di Stato; i quali lo sottopongono a due tormentosi interrogatori, che si protraggono dalle tre pomeri­diane fin oltre la mezzanotte del 1 e del 6 dicembre. Dura sorte degl'intermediari che vengano a dibattersi nelle trame di matricolati raggiratori politici ! E dire che l'ingenuo Marnili, sul punto d'esser catturato, scriveva a Lechi un biglietti no ne ritrovo copia fra gl'in­cartamenti da me consultati ==? implorando la protezione dell'amico generale!2)
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Qui sorge spontanea al nostro pensiero una domanda: come si spiega codesto repentino mutamento?
Ecco: le comunicazioni di Acton ad Alquier, da un amico funzio­nario dell'ambasciata francese a Napoli, furono rivelate a Lechi;
i) Ivi.
?} Jvi. La copia del biglietto, non reca afe data né indirizzo.