Rassegna storica del Risorgimento

anno <1939>   pagina <433>
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Là questione del Mediterraneo, ecc. 433
necessità di far capeggiare il moto unitario, all'infuori d'ogni infram­mettenza straniera, da un sovrano nazionale, che la sua autorità e le sue forze premio il Regno d'Italia ponga a 'servizio della nostra rivoluzione! Quanto poi alla sincerità di tale iniziativa, l'analogo tentativo compiuto da Lechi fra il 1801 e il 1802, le ragioni del suo mutato contegno addotte nelle intese con Marnili e Colaianni, la rivelazione d'importanti segreti militari fatta a quest'ultimo, e tutto l'andamento della congiura dovrebbero di per sé allontanare ogni dubbio. Ma a togliere ogni ombra di perplessità conferisce, in modo risolutivo, l'azione svolta dal generale in Puglia dopo la cospirazione si presto sventata. E adduciamo anche qui importanti notizie, che non solo varranno a confermare le nostre osservazioni, ma recheranno forse qualche raggio di nuova luce in un'altra questione tuttavia dibattuta fra gli studiosi del Risorgimento meridionale: l'origine della Carboneria.
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Tradimenti, pericoli e delusioni non distolsero Giuseppe Lechi dai suoi rivoluzionari propositi; e poiché un'insurrezione armata con l'ausilio del Re di Napoli era folle speranza, a tener desto il pensiero della libertà e della Patria ricorse all'azione settaria, istituendo dei circoli clandestini nei maggiori centri delle provincie occupate. Appren­diamo ciò da talune corrispondenze scambiate fra Rodio e Acton, ed anche fra quest'ultimo e il preside salentino Della Schiava. Sin dal febbraio del 1804 il commissario scriveva da Taranto al ministro informandolo dei tenebrosi maneggi che esplicava nella piazzaforte di Brindisi il castellano D'Onofrio, il quale aveva sospette relazioni con l'omonimo tenente colonnello di truppa italiana, intimo di Lechi e notoriamente rivoltoso ; se ne domandava quindi per vedute polìtiche l'immediato trasferimento. '' Ed analoghe informazioni sulla condotta e sui discorsi allarmanti del generale bresciano erano state già trasmesse dalla Terra di Bari, donde quegli fu poi allontanato. 2) Queste notizie, dapprima vaghe ed incerte, diventano abbastanza precise via via che i clubs politici si consolidano per numero ed autorità di aderenti. Il 22 luglio 1804 lo stesso Rodio comunicava alla Real Segreteria che in Lecce funzionava già una Loggia Masso­nica, inaugurata nella casa estramurale del duca di Scorrano e di là
!) A. S. N., Esteri, fase. 43.15 (Riservata di Rodio ad Acton, Taranto, 26 feb­braio 1804).
*) Ivi, fase. 4310 (il colonnello Rota ad Acton, aguBto dol 1805).