Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1939
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pagina
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437
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La questione del. Mediterraneo, ecc. 437
ordine del ministro Saliceti e dell'intendente o prefetto Ricciardi, che ne intravidero forse le tendenze costituzionali. *)
d) Alcuni anni dopo, le medesime autorità emanavano severe ordinanze contro la Massoneria pugliese, che si lasciava sedurre ed illudere da fantastiche e criminose innovazioni; e vietavano le adunanze della Carboneria, minacciando la destituzione dei funzionari governativi che vi fossero iscritti. 2)
e) Una lettera anonima, che ho rinvenuta fra i documenti della Real Casa Borbonica e che da un cittadino di Canosa fu mandata al maggiore Landi, il quale dopo i rivolgimenti del 1820-21 andava in giro per le nostre provincie allo scopo d'inquirere sulla Carboneria, c'informa che il sacerdote Giuseppe Metta, imputato nei processi del 179798 col Vescovo Forges Davanzali, rinchiuso nelle carceri di Montefusco il 1799 e liberato dopo la pace di Firenze, nel 1805 fece girare il vessillo tricolore riproduco dal manoscritto le parole testuali e fu il primo a disseminare il veleno carbonico della setta, di cui sarà Gran Maestro nel 1812. 3)
/) Il carbonaro Liberio Pomili, coinvolto nei moti marchigiani del 1817, dichiarava a' suoi inquisitori d'aver appreso dalle labbra del generale D'Aquino, compagno d'armi di Giuseppe Lechi nell'esercito murattiano, queste precise notizie sulle origini della Carboneria:
Si accese il Carbone, allorché ima straniera tirannia entrò nell'altrui foresta; e fu per questo travagliato simbolicamente... Per reprimere le leggi che volevano prender piede in più parti della nostra Italia dopo l'invasione dei francesi e scacciarne gli usurpatori dei Troni, fu d'uopo propagare la Società dei Carbonari e costituire tante Alte Vendite, Vendite Madri, e Vendite Figlie, onde rigenerare i figli di una madre oppressa e tiranneggiata... La principale propagazione di questa setta fu nel Regno di Napoli, ove si faceva più sentire a tempo di Giuseppe Napoleone la tirannìa dei Francesi. *)
g) Pietro Colletta, pur tra incertezze e contraddizioni, afferma che la Carboneria, in sulle prime debole ed inosservata, fu introdotta nel Mezzogiorno d'Italia dai rimpatriati esuli napoletani del 1799. s) L'indole del presente studio non consente che io m'indugi oltre su codeste indagini, ancorché si riannodino alla storia dell'occupazione militare francese; non posso tuttavia dispensarmi da alcuni altri accenni.
1) Archivio di Stato Provinciale di Bari, Polizia antica, fase. 29, 288.
2) Ivi, fase. 4, 61,
3) A. S. N., Casa Reale, voi. 1371 (Carte relative alla missione del maggiore Landi). <t) SPADONI, Sette, cospirazioni e cospiratori nello Stato Pontificio, Roma-Torino,
1984 p. CV.
5) CODETTA, op. ait., voi. II, p. 308.