Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1939
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pagina
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439
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La questione del Mediterraneo, ecc. 439
Possiamo dunque tenere per ferino che le origini della Carboneria nelle provinole pugliesi vanno rintracciate nell'azione svolta per due anni continui dalle migliaia d'italiani, che in Puglia discesero dal Piemonte e dalla Liguria, dal Veneto e dalla Lombardia, dalle Marche e dall'Emilia: essi fondarono qui, a somiglianza degli Antieugeniani del nord, i primi cenacoli con l'ausilio dei nostri avi, cui le persecuzioni poliziesche dei Borboni avevano ancora più temprato nel sentimento di libertà. Su questi lontani incontri delle genti meridionali e delle genti settentrionali d'Italia negli adusti piani della Puglia, su questi occulti ma cordiali affratellamenti, ove germina ed affiora l'idea* liberaleunitaria, noi vorremmo richiamare l'attenzione dei dotti collaboratori di questa benemerita rassegna, in cui l'amore della scienza storica si disposa bellamente alla passione, ognora viva, della Patria.
Riservandoci di tornare sulla Carboneria in luogo più opportuno, passiamo ad osservare fra quali pericoli ed angustie venne a dibattersi fin dai primi giorni dell'occupazione il Comando francese.
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Il tentativo unitario di Lechi, non che l'azione sincrona e parallela svolta a Parigi dal principe di Moliterno; *1 i clandestini arrotamenti promossi con l'aiuto delle autorità borboniane dagli emissari britannici, come Van Espen; 2) una lettera circolare divulgata contro
fase. 3794. Nel 1817 fu mandato alla Favignana per disposizione regia. liberato ai principi del Nonimestre costituzionale, prese parte alla rivoluzione e alla guerra, militando nel battaglione La Morte, ch'era tutto composto di ufficiali italiani. Dopo lo sbandamento dell'esercito fuggì in Sicilia; ma fu arrestato a Trapani, condotto a Napoli e sottoposto al giudizio della Commissione generale di Polizia; la anale per sentimenti repubblicani ed avversi alla monarchia , lo condannò a perpetuo esilio. Di tali decisioni Raffaele de Giorgio, direttore della Real Segreteria, informava, il 24 gennaio 1822, l'incaricato del Ministero degli Esteri presso il Granduca di Toscana.
Per ciò che si riferisce, poi, alla Castromediano, si vegga: ivi, Esteri, fase. 4322 (Rodio alla Real Segreteria, Foggia, 24 settembre 1805). L'aristocratica donzella, antenata del grande patriota Sigismondo Castromediano (autore della nota opera Carceri e galere politiche. Lecce 1895), fuggì dal Monastero dei Croti ove era rinchiusa, la mattina del 12 settembre 1805; il dì successivo fu regolarmente celebrato lo sposalizio da Monsignor Vicario di Lecce; il 14 i due giovani partirono per Bari, ove risiedeva col suo battaglione di truppa italica l'ordente patriota pisano,
) A. S. N., Esteri, fase. 4315. Cfr. CUOCE, op. cit., p. 424; AumoL, op. cri.,
voi. I. p. 475.
a) Ivi, fase. 4314.