Rassegna storica del Risorgimento

anno <1939>   pagina <442>
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Antonio Lucarelli
che con veementi rapporti le fonti borboniche dicono velenosi, falsi, maligni J> tempestava il miniatro Talleyrand, richiamandone l'attenzione sull'ambiguo contegno della regina; e, prima d'ogni altro, il comandante del Corpo di spedizione, su cui pendeva minaccioso il pericolo d'uno sbarco, che gli recidesse ogni sentiero di ritirata e di -scampo2). Nel Mezzogiorno d'Italia si riproduceva dopo sei anni la critica situazione del 1799, allorquando Macdonald, sotto la minaccia delle armate inglesi e degli eserciti austro-russi, fu costretto a richia­mare dalle Puglie la colonna del generale Sarrazin ed abbandonare la metropoli alle furie del sanfedismo per congiungersi prestamente alle milizie francesi, che campeggiavano nel settentrione d'Italia.
Quale atteggiamento prendesse in tali circostanze lo Stato Mag­giore francese e quali disegni volgesse nell'animo lo stesso Napoleone, si desume dalle fonti borboniche, assai particolareggiate e copiose. Attendere a .pie fermo il nemico e batterlo nei campi della Puglia, qualora tentasse di scendere, come nel 1799, a Brindisi e Manfredo­nia? Marciare su Napoli e stroncare così l'insidiosa politica di Maria Carolina, che trescava nell'ombra con Russi e Britanni ? Abbandonar Taranto, precipuo motivo della controversia, e batter la ritirata, liberandosi con duro sacrificio da ogni pericolo ed impaccio ? Ecco le soluzioni diverse, ma del pari dubbie e perigliose, che ondeggiavano al pensiero del grande Capitano e de' suoi generali qui trasferiti. Riassumeremo ne' più concisi termini, sulla scorta delle fonti napo­letane, francesi ed appule, la storia di questi ultimi eventi politici e militari.
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Come Saint-Cyr ebbe notizia dello sbarco dei moscoviti, corse immantinente ai ripari. Comandò anzitutto che le guarnigioni di Brin­disi, Otranto, Santa Maria di Leuca, Gallipoli e di altre città costiere, troppo esposte alle aggressioni dei nemici, ripiegassero nell'interno della penisola salentina, su Lecce; e qui difatti il 1 aprile del 1804, ch'era giorno di Pasqua, erasi adunata, insieme con alcune schiere di polacchi, la Divisione italica, occupando fra l'altro tutti i monasteri del capoluogo e dei dintorni. 3) Volle altresì che gli ufficiali non uscis­sero più dai quartieri e che nei portoni delle case, ove alloggiavano i
1) Ivi, fase. 4321.
2) Ivi (Rodio al Re, Foggia, 20 luglio 1805).
*) Ivi,fauc.4314 (Rodio ad Acton, Matcrn, 1 e 5 aprile 1804); VACCA, op. cit., p. 109.