Rassegna storica del Risorgimento

anno <1939>   pagina <454>
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Antonio Lucarelli
velocità maggiore di quella che seco apporterebbe una disfatta . La notizia, secondo cui Tarmata russa era in procinto di salpare dal­l'isola di Corfù col fine di tentare uno sbarco sulle coste dello Stato romano nei pressi d'Ancona e impedire l'unione del corpo franco­cisalpino con l'esercito di Massena, aveva suscitato nuove ansie nell'animo di SaintCyr, che dovè quindi affrettare il cammino, percorrendo 270 miglia in un tempo assai breve. A render più disastrosa l'avanzata si aggiunse l'inclemenza della stagione con piogge e rigori invernali tanto più nocivi, quanto più precoci ed inattesi. Molti fanti rimasero addirittura spedati lungo le strade; non pochi, specialmente fra i polacchi, si spensero defatigati e inti­rizziti per i montani sentieri, e i Generali soggiunge il solito rela­tore che seguiva passo passo quelle milizie reclamavano contro una guerra che loro credevano ingiusta, e maledicevano l'ambizione del loro capo .2) Erano le prime manifestazioni di quel sordo malumore, che travolgerà via via l'esercito imperiale, strumento di oppressione nelle mani del despota carezzato dal genio e dalla fortuna. Ad ogni modo, tra le imprecazioni e le peripezie, l'Armata di Puglia, il 10 no­vembre, giunse a Pescara, donde il marchese Rodio inviava al re ed al principe De' Luzzi, fido gentiluomo di Corte, gli ultimi ferventi bollettini: Grazie all'Altissimo la Real Bandiera sventola sul forte di Pescara... Spettatore della dolce scena di veder rendere la Piazza di Pescara interessantissima alle armi di Sua Maestà da me in essa ricondotte, ne do parte alla Maestà Sua con una spedizione che oppor­tunamente si presenta. Ugualmente ne do parte a Vostra Eccellenza, a cui domani spedirò dal Tronto, dove corro al momento . 3> Infatti, di li a qualche giorno la retroguardia, composta di liguri, varcava quell'estremo limite del Regno.
La maledetta armata o le sanguisughe, come argutamente designava le truppe estere Maria Carolina, dopo ventotto mesi nscivan dalle nostre contrade fra l'unanime soddisfazione: lieto Saint Cyr, che evitava le responsabilità di una campagna quanto mai dubbia e perigliosa; contente le popolazioni, che si liberavano da tanti soprusi e gravezze; giubilante sopra tutti la regina, che senza alcun sacrificio di sangue o di danaro, per le favorevoli circostanze (Accidente heureux) della politica internazionale, si traeva da' suoi
0 Ivi (Rodio da Foggia, 19 ottobre 1805).
2) M (Rodio da Foggia, 25 ottobre 1805).
3) Ivi (Rodio al Prìncipe de* Lazzi, Pescara, 10 novembre 1805).