Rassegna storica del Risorgimento

MUZZARELLI CARLO EMANUELE
anno <1939>   pagina <466>
immagine non disponibile

466
Cu-ido BusticQ
il Puoti, la poetessa Guacci-Nobili, Stanislao Mancini e la di lui con* sorte Laura Oliva e il dottissimo Urbano La ni predi. Conobbe amò Agostino Gagnoli e Angelo Pezzana. Amico fu di Pietro Giordani e di Alberto Nota a cui dedicò due sonetti. '* Prese parte al Congresso degli scienziati, clic si tenne a Genova nel 1846. dove vi venne inscritto come socio ordinario per la sezione dì archeologia e geografia. Nel seguente congresso del 1847 avvicinò e conobbe Ferrante Aporti. Una tenera amicizia lo univa a Eduardo Fabbri di cui segui tutte le vicende della vita confortandolo con ansia affettuosa ne1 duri passi nella dolorosa via dell'esilio. Con quale rimpianto egli pensava a lui, non soltanto piombato dalla ricchezza prelatizia nella più. squallida miseria, ma ridotto ormai cieco 1 Eppure solo pochi anni prima gli avrebbe predetta la porpora.2)
Conobbe e amò Terenzio Mamiani col quale tenne affettuosa corrispondenza: di lui notevole è la seguente lettera inedita: s)
Illustrissimo signore.
Non nascondo a V. S. che le rime stampate in Lugano sotto nome di Arnaldo sicno opera mia: perchè quantunque elle abbondino di concetti liberali non eccitano pero alcuno a rivolta e in ninna parola sono oltraggiose alla religione e ai costumi, il che poi male si accorderebbe con la liberalità dei pensieri.
Tuttavia Ella sa bene in che tempi difficili e sospettosi viviamo; la prego dunque a non valersi che con gli intrinseci suoi di questa mia confessione. Ho tar­dato è vero fin'ora contro mio debito, a fargliene avere copia, ma due ragioni mi scuseranno presso la di lei cortesia. La prima è ch'io ne potei portar meco di fuori appena otto o nove esemplari, per tema della visita doganale, e questi non già ch'io volessi darli ad alcuno a preferenza della S.V. ma gli amici, come avviene, assediandomi spesso me li hanno tolti di mano, in guisa che quello il quale le fo ora consegnare dal signor Giuseppe Perfetti, era l'unico rimastomi. L'altra ragione è la vergogna di venirle innanzi con versi ch'io stesso reputo molto infelici. Sappia che essi furono da me affrettatamente corretti in Piemonte e mentre ero sul partire; non ho poi veduti né stamponi, né prova, per cui riescono sempre le migliori emende. Da ultimo s'aggiunse la incuria del tipografo che ha mandato fuori una stampa che, siccome ella vedrà, è deturpata d'errori tali che per la sintassi non v'è sempre mantenuta sana. Queste cose le scrivo solo per {scolparmi seco dell'indugio non per legittima scusa delle tristi poesie che come tali io non doveva pubblicare ma il pen­tirai da ultimo non giova. Intanto io le sono gratissimo del desiderio che mostra di
*) Poesie varie, Torino, 1854 a p. 50-51. Il Giordani voleva dedicargli la sua illustrazione della Fiducia in Dio, statua scolpita dal Bartolini.
2) EDUABDO FABBRI. Sei anni e due mesi della mia vita, Memorie e documenti inediti a cura di Nazareno Trovanclli, Roma, 1915, pp. 479-480.
3) Comunicatami da Ersilio Michel che qui pubblicamente ringrazio.