Rassegna storica del Risorgimento
MUZZARELLI CARLO EMANUELE
anno
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1939
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pagina
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470
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470
Guido Bustico
La memoria che ci lasciò il Muzzarelli è non tanto ài nomo politico, quanto di erudito : bene diceva di lui Prospero Viani nella prefazione all'Epistolario di Giacomo Leopardi, chiamandolo sollecito aiutatore di ogni nobile impresa che agli studi appartenga.
GUIDO BUSTICO
APPENDICE
I. FILIPPO POUDOBI1)
Eccellenza Reverendissima,
Il sig. Conte Cristoforo Ferri, coi la pregiata lettera di V. E. R. trovò già non ben disposto di salute, aspettando tutt'ora invano il fine della sna malattia di petto, e temendo per troppa tardanza di parere ingrato, o negligente del suo debito, ha commesso a me di rispondere nelle sue veci al gentilissimo invito, pel quale egli si tiene dall'E. Y. grandemente onorato. Debbo pertanto significarle due cose; e quel singolare piacere cbe il mio Signore Conte provò per essere entrato nella immediata corri, spondenza dell'E. V. (la quale eragli pure in addietro assai nota, non solo per la nobiltà del grado e dell'ufficio, ma eziandio come cultore felicissimo delle Muse, ed amico degli amici di Ini più dotti e piò. intrinsecbi) e quel non lieve rammarico ch'egli sente, tro vandosi nella assoluta impotenza di mostrarle coi fatti, quant'egli riferisca insieme ed abbia caro ogni cenno della medesima. Cbe invero egli avrebbe assai volentieri preso parte nella gentile e pietosa opera indicatagli, si per rispetto al personaggio invitante, e si ancora per la venerazione ch'egli porta al nome del P. Cesari, nomo certamente grande e di rettissime intenzioni, benché da molti calunniato, e da piò molti ancora malcompreso. Ma la lunga immobilità del corpo ba cagionato al Poeta nostro, secondo cbe a Lui pare, tal prostazione di spirito, ch'egli non ispera di poterne risorgere entrò il termine prefisso al compimento della consapnta Raccolta. Voglia pertanto l'È. V. nella benignità dell'animo ano acettare le scuse del Ferri per tanto sufficenti quanto sono in se stesse sincere e renda per sua grazia, moltiplicati saluti al Sig. Salvatore Betti, che, per tempo né per silenzio, il mio committente mainon lascia di tenere nella memoria nel cuore. Quanto a me, ben posso e debbo riporre fra i più cari beni che m'abbia fruttato l'antica mia unione di gratitudine e di amicizia coll'Egrcgio Sig. Cristoforo, questo di potermi qui segnare con profondo ossequio di V. E. Rana.
Fano, Il Febbraio 1830.
R.mo Ch.mo Servitore
Filippo Polidoro.
9 Filippo Luigi Polidori, nato nel 1801 a Fano, filologo stimato, morto a Firenze nel 1865, fu uomo di vasta cultura, di vivida intelligenza, poeta mediocre, crìtico acuto e perspicace, collaboratore di varie riviste letterarie del tempo: particolarmente collaborò nellMrc/tiwio Storico Italiano. Il prof. Adolfo Mabellini ne tessè la vita pubblicando un nutrito carteggio del Tommaseo al Polidori (Torino, Paravia, 1906).