Rassegna storica del Risorgimento
MUZZARELLI CARLO EMANUELE
anno
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1939
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pagina
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473
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Un ministro ferrarese di Pio IX: Carlo Emanuele Muzzarelli 473
Nulla insomma ci lascia a desiderare di sé, o si riguardi la sua nascita) o il suo carattere, o il suo genio.
Io mi lusingava di rinnovarle nell'anima la mia memoria colFinviarlc qualche cosa del mio, che penso di Btampare, ma una lunga malattia di cui comincio ora a liberarmi ha impedita infine ad oggi la esecuzione del mio pensiero.
S'Ella ha qualche sua poesia data nuovamente alla luce mi faxa non piccolo regalo inviandomela, come stimerò sommo favore se mi darà sue notizie.
Le sia grato intanto che io me le raccomandi e mi protesti
Bastìa 3 Maggio 1834. c XK c , . .
Suo Alt. Servit. ed Amico
Pietro Sterbini.
VI. D. VACCOTÌINI i)
tj Bagnacavallo, 18 Maggio 1836.
Mi fa piacere la vostra del 14 tanto più che io non sapevo più se foste vivo o morto; certo non mi avevate più scritto da moltissimo tempo. Desideravo che mi trovaste qualche firma alle stampe delle mie Dissertazioni sul bello, che si fa da Melandi a Lugo; per questo vi mandai più Manifesti e ve ne mando ancora; tanto più che essendo voi per viaggio avete modo di procurarmi delle firme prima di Luglio prossimo.
Io possiedo l'Elogio del pittore Giani, e ne ho dato un cenno nel volume di deeembre del Giornale Arcadico esponendo la Biografia del plasticatore Ballonti detto Orazioni di Faenza.
Non lascio di giovare il Tipaldo come potete vedere dai Fascicoli che vanno uscendo in luce: il che è ben più merito vostro che mio, tante sono le notizie che mi date.
Dirizzo questa a Foligno, dove mi dite dover essere ora pure. Di quel Pittore Giani mi manca l'epoca della nascita. La patria in latino è Vico S. Sebatiani in Finihus montis Fesnatì: non so come potrò trovarla. Tye sono tutto vostro
D. Vaccolini.
P.S. Se avrò qualche stampa a dirigervi, lainvierò a Roma, se voi non mi scrivete altrimenti.
A Sua Eccellenza Rev.ma
Mons. Carlo Emanuele de* Conti Muzzarelli Auditore di S. Rota Romana
Foligno
però subito proibito perchè accusato di allusioni al sacerdozio cattolico; un'ode per la battaglia di Navarrino lo fece cacciare da Roma. Compose anche Inni Sacri (Bastìa 1835) dove si sente l'influsso manzoniano. Prese parte alla rivoluzione del 1831; poi si recò in Corsica e in Francia esercitandovi l'arte del medico. Fu un agitatore: tornato in Italia dopo l'amnistia, scrisse nei giornali del tempo, prese parte ai Circoli. Qualcuno lo accusò di aver egli preparato l'uccisione di Pellegrino Rossi: in una lettera al Journal dea Débats (13 maggio 1851) lo Sterbini si difende dell'accusa. Venne anche accusato di essere spia dei Borboni durante il primo esilio ed ebbe cattiva reputazione. Dopo l'uccisione di Pellegrino Rossi fu ministro dei lavori pubblici, ma il 7 marzo 1849 ne uscì per voto ostile dell'Assemblea. Caduto il Governo repubblicano fuggì in Svizzera, più tardi a Parigi. Dopo il 1859 fondò il Roma. È autore dell'Inno a Pio IX del 1847. l) Autore fra l'altro, d'un opuscolo: Détte Contraddizioni morali, Milano, 1830. Fu tra i primi a recensire sul Giornata Arcadico (t. 51,1831) i Canti del Leopardi.