Rassegna storica del Risorgimento

MUZZARELLI CARLO EMANUELE
anno <1939>   pagina <474>
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474 Guido Bustìco
VII. P. SAMPIEBI
da B. il 3 D. 1836. Stimatissimo amico,
Quantunque sia sempre travagliato dalla stanchezza degli occhi non voglio valermi d'altra mano per far con lei ufficio doveroso p. augurare le mille felicità, e ciò il faccio con ss. affetto straordinario del onore. Debbo ancora colle lagrime agli occhi e con un dolore profondissimo che mi lacera il cuore annunciarle la morte di quel caro nostro insigne amico il Costa1) accaduta ieri alle 11 ore dopo l'operazione. I fati, e non altro, ce l'hanno rapito. Egli è morto quale è vissuto da vero filosofo cristiano, onde a lui non è avvenuto altro che bene, e quell'anima benedetta è passata senza fallo dagli stenti della sua augusta prigione al riposo, e alla libertà di un Regno senza fine beato* Danno irreparabile è stato per l'Italia, che ha perduto un ottimo cittadino e danno è stato delle lettere che han perduto un instancabile e diligente coltivatore; danno infine è stato di noi che abbiamo perduto un tale amico quali son pochi, e poterli trovare difficilissimo.
Io non ho cuore d'aggiungere altro, tanto sono in angoscia, ed anzi prego lei di comunicarne intanto la notizia alli comuni amici il Betti il Biondi e l'Odescalchi ed alla sua buona grazia poi ed amicizia affettuosa mi raccomando.
aff. e dev. amico A. P. Sampicri.
P.S. Debbo fare molti ringraziamenti per la buona volontà che avrà di favo­rirmi per il noto alzare della casa.
vin.
GIANPIETRO SECCHI
Monsignore Pregiatissimo,
Avrei bisogno per poco tempo dell'ultimo volume del RicogìUore Milanese, in cui si parla del mio poemetto; ella facilmente indovina il perchè: ho giaietto quanto vi si dice, ma ho necessità di ritenerlo presso di me per alcuni giorni, e chi me lo mostrò non potea lasciarmelo. Spero che la somma sua cortesia non mi negherà questa grazia Pieno di stima e d'affettò per la sua persona mi protesto Dal Collegio Romano 2 gennaio 1837.
Di V. E. Ill.ina Serviti or vero ed amico Giampietro Secchi S. S.
i) Filologo e prosatore ravennate, natone! 1771; fa professore a Treviso, a Bolo­gna, a Córfù; le sue opere del 1839. Fu eccellente prosatore ed elegante poeta. Celebre ìl ao Trattato sull'Elocuzione ristampato più volte. Morì nel 1836." Per la biblio­grafia delle sue opere vedi Biografia Universale Antica e Moderna, voi. V, Venezia, Misaaglia, 1839.