Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI COMUNALI ; LAVENO ; MAGENTA ; MELEGNANO
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1939
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Guido Viceiìzoni
Le pratiche di quell'anno sono poste in cartelle* spesso senza ordine cronologico. e in gran parte registrano le requisizioni di guerra e i generi somministrati alle truppe austrìache e francesi, da negozianti, agricoltori e possidenti della borgata e delle frazioni. Tali pratiche si prolungarono, a campagna terminata, in causa delle verifiche e delle insorte numerose controversie con 1* Intendenza militare piemontese, e con la Commission de liquidation de l'Arme d*Italie, aumentando così il volume degli incartamenti.
Esistono tutte le pratiche delle perizie e degli estimi dei danni sofferti dagli ahi-. tanti del Comune di Magenta e di alcuni Comuni viciniori, e i rapporti della Commissione incaricata della liquidazione. I rappresentanti del Comune, nel loro carteggio, fanno insistentemente presente, non solo le gravi iatture apportate dalla guerra (rovina delle messi, delle piantagioni di gelsi e di orti, che costituivano il capital valore dei fondi; i raccolti dell'annata andarono tutti distrutti come attestano nei loro sopraluoghi i periti ingegneri Ferrario, Bianchi e Gerii); ma grave nocumento, come contraccolpo, ebbero a subire tutte le classi operaie e l'artigianato della borgata. Le spese incontrate dal Comune, per assestare il paese dopo le battaglie e togliere gli ingombri, sono pure minutamente registrate. Prima cura di questi amministratori, terminata la battaglia si dice in una relazione diretta all? Intendenza militare di cui esiste, copia fu quella di raccogliere, nelle contrade e nelle corti delle masserie, i feriti, e trasportarli nelle case Conti e Bellosio, perchè potessero avere le prime cure.
I cadaveri furono sollecitamente sepolti nella cava di ghiaia a nord della stazione, ferroviaria; altri e specialmente*quelli degli ufficiali uccìsi furono inumati nek locale camposanto; ma, dato il loro numero ingente, non fu assolutamente possibile, raccogliere e trasportare le salme dei soldati giacenti per la campagna; e quindi fu necessario, anche per evitare i miasmi perniciosi delle calde giornate, scavare le fosse, nel luogo dove essi erano caduti. Ciò del resto, venne ordinato dallo stesso generale. Fanti, e da un generale francese. Le ormi e gli oggetti vennero raccolti da persone. incaricate e dai contadini, e consegnate tutte all'Autorità militare.
Vi è, fra le carte, anche un rapporto, senza data, senza intestazione e senza firma, (mala copia), nel quale si accenna alla giornata del 4 giugno, e alla popolazione. In esso si dice:
In questo memorando combattimento, che furiosamente si svolse per la durata, di molte ore nelle contrade del borgo, e persino nell'interno delle case, molti compaesani restarono accidentalmente morti o feriti. A questo proposito si deve tener presente che gli abitanti, compresi dal massimo terrore, stavano, mentre volgeva?aspra pugna,rinchiusi nelle case, impauriti, senza osare d'uscire. Per tale inevitabile aspetto che presentava la borgata, tutta chiusa e asscragliata da barricate, o per qualche altro segno, sospettarono le truppe alleate che, fra noi, si covasse un partito favorevole agli austriaci; e dopo la battaglia alcuni reparti si abbandonarono al saccheggio... Ciò si riferisce- conclude il manoscritto non perforo rimprovero alle truppe alleate, perchè tali iatture e tali errori devonsi considerare quali consueti e inevitabili aeci-dentì e disastri delle guerre,,..
ARCHIVIO PARROCCHIALE
Dall'Archivio parrocchiale della prepositnrale di Magenta (Registro dei morti), risulta che, nel giorno della battaglia, rimasero uccise, .per ferite d'archibugio, le seguenti persone: Mora ni Ambrogio, d'anni 2; Magna Carlo, d'anni 55; Consiglio,