Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI COMUNALI ; LAVENO ; MAGENTA ; MELEGNANO
anno <1939>   pagina <481>
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Nuove ricerche negli archivi dei piccoli Comuni 481
Cacio, d'anni 24; Godati Luigi, d'anni SI; Cattaneo Luigi, di anni 47. Una nota del prevosto, fa presente che erano parrocchiani, e che vennero uccisi, tutti cinque, quella giornata del 4 giugno 1859. Nessuna carta dell'Archivio fa cenno dei feriti'.
SULLA, DISPERSIONE DI UNA STORICA, RACCOLTA
Nel 1901 l'aw. Giovanni Giacobbe aveva fondato un Museo storico a Magenta, nella villa da lui posseduta, che era stata teatro di uno dei più aspri combattimenti nella giornata del 4 giugno; villa che sorge in vicinanza all'Ossario dei caduti, e al monumento eretto in onore del maresciallo Mac Mahon. Numerosi e importanti cimeli erano raccolte in due sale, e provenivano, non soltanto da quello che era stato rin­venuto sul campo della battaglia, ma da doni numerosi di privati, di affidali e dal Ministero della guerra francese. Orbene, quel piccolo e interessante Museo, non esiste più. Morto l'aw. Giacobbe, che con tanta cura e con nobili intenti aveva eretto quel Sacrario di cui Magenta andava orgogliosa, i nuovi proprietari, mossi cer­tamente da sentimenti lodevoli, credettero far cosa utile e benemerita cedendo le rac-colte, custodite nella villa, al Comune, perchè erigesse, in proprio, un piccolo museo nella residenza municipale, a perenne testimonianza dello storico avvenimento, che segnò la liberazione della Lombardia e la memoranda entrata di Vittorio Emanuele II e di Napoleone 111 a Milano. Ma il dono non fu apprezzato nel suo valore morale e materiale dagli amministratori di quell'anno, 1921. I ricordi, rievocanti la storia del patrio riscatto, rimasero sciaguratamente negletti, e abbandonati nei locali del Comune, gettati qua eia alla rinfusa, come cose ingombranti, senza elencazione e controllo.
Fu perciò un ladrocinio spicciolo e continuate7. Molti oggetti dispersi andarono a finire in private abitazioni, come si trattasse di un diritto pubblico di far legna in un bosco comunale. Basti il seguente episodio, per lumeggiare con quale sciagurata insipienza si disperse la bella raccolta: eranvi, nel Museo Giacobbe, degli acquerelli numerosi disegnati dal pittore Quinto Cenni, che riproducevano, con minuziosa esat­tezza, le figure e le uniformi dei vari corpi francesi e italiani combattenti nel 1859. Or bene, questi disegni furono distribuiti ai bimbi delle scuole, come si trattasse dei soliti soldatini per giuochi infantili.
Quello che rimase di tali cimeli (come la spada e l'orologio del generale Espinasse, morto sul campo dell'onore), venne, in seguito, consegnato al Museo del Risorgimento di Milano. E la dispersione avvenne, nonostante che fra gli abitanti della storica borgata, sia diffuso il culto dei ricordi storici, specialmente della battaglia famosa. Fra gli appassionati raccoglitori vi è il sig. Angelo Brambati che, nella sua modesta villetta di Ponte Nuovo, ha radunato diversi e interessanti cimeli.
MELEGNANO
I CIMELI DELLA BATTAGLIA DELL* 8 GIUGNO 1859
Dopo i sopraluoghi e le informazioni archivistiche in questa borgata, di cui la Rassegna ha fatto cenno in un precedente articolo, fu presa visione dei cimeli raccolti sul campo di battaglia, e che si trovano depositati, come proprietà del Comune, in un locale del Castello. La nota di questo fondo storico, dovrebbe costituire, secondo l'espresso desiderio del podestà cav. Bernini, e con la cooperazione del segretario