Rassegna storica del Risorgimento
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1939
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Un proclama di Goffredo Mameli 487
UN PROCLAMA DI GOFFREDO MAMELI
Dall' inserto n. 7 del Cod. Braidense A. F. XIV. 23, che lo conserva in copia fotografica dell'autografo, facciamo conoscere questo caldo e generoso proclama di Goffredo Mameli.
L'eroico genovese, non ancora ventunenne, alla notizia subito diffusa dei moti di Milano era partito dalla sua città il 20 di marzo del 1848 per. varcare il Ticino ed unirsi a Nino Bixio che già da due giorni aveva passato il confine.
Mameli assunse il comando della compagnia Mazzini composta di Genovesi, col grado di capitano, avendo per luogotenente il Bixio che gli era più. anziano di sette anni. Questa compagnia faceva parte di una colonna comandata dal generale Torres, un tal Tonerò di Monticelli delle Langhe che aveva combattuto nella guerra civile di Spagna. La cronaca di quella colonna fu giorno per giorno annotata dal Mameli in un suo taccuino che lasciò al Bixio, il quale nel '65 lo rese noto.
La Mazzini si uni alla Legione Mantovana a Governolo e la segui sino a Vicenza; più tardi di aggregò alla Legione Zambeccari giungendo sino a Treviso e alla capitolazione del 13 giugno. Il Mameli fu subito richiamato a Milano da Mazzini e lasciò il comando al Bixio. Riprese poco dopo il suo posto come tenente agli ordini del Longoni, comandante della Legione Mantovana.
Dopo l'armistizio Salasco tornò a Genova per unirsi a Garibaldi che non aveva riconosciuto l'armistizio e fu con lui ai combattimenti di Luino e di Morazzone; poi riparò in Svizzera.
CABLO ANTONIO VIÀNELLO
Genovesi Italiani tutti
La necessità la santità del combattere la guerra dell'indipendenza e ciò su cui tutti gli Italiani d'ogni partito convengono.
Vero è che il popolo lo sentì questo dovere più profondamente. Milano ebbe il suo 48 e le ordinate file di baionette piegarono, e i fulmini delle artiglierie furono impotenti all'urto dei ciottoli popolari.
Ora resta a rendere utile colta perseveranza la prima vittoria deWentusiasmo. Noi sentiamo questo dovere e sappiamo che voi tutti lo sentite come noi.
Corriamo ad incalzare la fuga delle Armate Austriache. Pochi, ma gagliardi di animo e di forza, noi combatteremo gloriosamente la causa dell' Italia, dell'umanità e dell avvenire! E quali però saranno gli accidenti della battaglia noi abbiamo in noi ferma, non la speranza solo, ma la certezza della vittoria! Perocché morendo, noi diremo al nemico; tutti i nostri fratelli sono dietro di noi, e la nostra causa vincerà perchè tutti sapranno morire come noi,
E voi non ci smentirete!
per tutti i volontari genovesi al servizio del Governo provvisorio di MUano
Giovanni De Cannili, Comandante. Goffredo Mameli.
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