Rassegna storica del Risorgimento
MERCANTINI LUIGI
anno
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1939
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Camillo Pariset
è riprodotta la casa in Bologna ove dimorò il Mercantali al n. 8 fuori di Porta Maggiore, a capo di via Mazzini; nessuna via a Bologna è intitolata al Mercantini I Quanto alla signora Mignardi che dimorava in Ancona, era di Bologna, e Mignardi è cognome comune a Bologna. L'ultimo amico, ricordato in questa lettera, Filippo Cardona, nacque in Fermo nel 1823 e, laureatosi in medicina nell'Università di Camerino, fu dapprima interno dell'Ospedale di Santo Spirito in Boma e poi direttore e riformatore dei Manicomi di Pesaro, di Ancona, dimostrandosi in seguito uno dei più valenti psichiatri del Manicomio della Lungara nella Capitale. Per i suoi studi viaggiò in Francia, Inghilterra* Germania, Austria e nelle Americhe, esaminandovi profondamente le istituzioni alienistiche. Scrisse importanti opere e monografie e un trattato di Fisio norma; né trascurò i suoi doveri patriottici, perchè fu anche volontario con Garibaldi nel 1849 alla difesa di Roma e nel 1866 fra i Cacciatori delle Alpi. Visse per la scienza e per la Patria, circondato da alta stima, e lasciò di sé vivo rimpianto, quando mori in Roma il 7 ottobre 1881. Suo figlio, il generale Cardona ing. conte Gaetano, comandante del Genio, appartiene al Comando del Corpo d'Armata di Firenze.
Che fior di patriotti e valentuomini è ricordato in questa prima lettera!
* *
La vita del Mercantini, più lieta e serena a Bologna, dove la sua fama dipatriotta e di poeta gli attirava la starna dei colleghi di Università e di patrizi che l'accoglievano, onorati della sua presenza, nei salotti e nei convegni familiari, fu anche più feconda di attività didattica e politica. Il Pierini ricorda ex itinere (pp. di., p. 213) le lezioni ch'egli teneva a una moltitudine di studenti e di popolo sulle maggiori figure della Divina Commedia e la partecipazione alle feste rossiniane del 1864 a Pesaro dove furono cantate le strofe ribelli del Guglielmo Teli da lui scritte. Quest'inno è uno dei canti suoi più forbiti e cari, e ne tolgo la fine dalla rara pubblicazione che ho la fortuna di possedere: Delle feste fatte in Pesaro in onore di Gioacchino Rossini nel suo dì onomastico 21 agosto 1864. Pesaro 1864, tip. Nobili, p. 80:
Chi vien passaggero da lene lontane
A correr le valli del lieto apennino,
Qui in mezzo all'Italia rifatta giardino
Tua splendida imago levarsi vedrà. Il capo, o stranieri, chinate passando;
Ridesta alle note del fiero Guglielmo
Risorse l'Italia col brando e con l'elmo.
Più l'elmo né il brando nessun le torrà.
La predetta pubblicazione sul Rossini ci fa sapere (p. 27) che quest'inno del Mercantini dallato poetico bello in ogni sua parte, ma specialmente nella chiusa con cui s'apostrofa agli stranieri, invitandoli ad inchinare il capo innanzi al simulacro dell'autore di Guglielmo Teli e ricordando loro che l'Italia non è più per deporre Telmo ed il brando, dal lato musicale e un vero prodigio... Povero Morcadante! per essere cieco degli occhi, fu costretto o dettare quest'inno noto per nota, e gli scoppiava il cuore pensando di non poter venire in persona a dirigerlo ed offrirlo al suo amico e collega Gioacchino Rossini, Quest'inno splendido del Mercantini, musicato splendidamente dal Mercadonte, fu cantato da un poderoso coro intonato dal celebre direttore