Rassegna storica del Risorgimento

MERCANTINI LUIGI
anno <1939>   pagina <493>
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Un aspetto ignoto della vita eli Luigi Mercantini 49
firmandosi Gaspare Morfine De Bel la villa. Nei primi giorni di marzo cessò dalPinscgna-meiiio tenuto solo per tre mesi circa.. A Firenze fa assegnalo al Reggimento Genova Cavalleria ivi di stanza; da Firenze scrisse il 23 agosto 1867 per chiedere la liquida­zioni* di una certa rimanenza del suo avere, facendo pur noto d'essersi definitiva­mente liberato dal servizio militare, né più riprese l'insegnamento a Loreto.
Ecco vita, opere e miracoli a Loreto del prof. Morfina tanto raccomandato dal buon Mercantini.
* * * A ben più illustre personaggio si accenna in quest'altra lettera:
Caro Barattarti Palermo 20 Marzo 1868.
Miracolo! tu dici: Mercantini scrive. E non solo ti scrivo, ma ti mando una vera stretta di mano che tu riceverai da un bravo giovinotlo di Palermo, che, finita la licenza,, ritorna alla guarnigione di Ancona. Bada che questo è davvero un bravo giovane, che an­cora picciottello prese le armi qui con Garibaldi e ha sempre combattuto per la nostra Patria. Ed e nostro fratello. E, ciò che mi preme di dirti, è figlio di un mio veramente caro amico e collega, prof, di agraria alla nostra Università, Giuseppe Inzenga, nome caro alla patria, oltreché alle scienze, e carissimo alla nostra Società. Te lo raccomando vivissimamente, presentalo agli amici e fratelli, e sarai lieto di questa conoscenza.
Io sto bene: eccettochè proprio oggi debbo andare a pagare (ahi) gli arretrali delle tasse sulla ricchezza mobile. E con questo poetico entusiasmo saluto te e gli amici tutti
di Ancona.
Addio. Il tuo off. fr. Mercantini.
Parliamo un po' di questo Giuseppe Inzenga la cui radiosa figura è assai più interessante che il figlio, certo un valoroso, raccomandato tanto dal Mercantini al Barattasi.
Giuseppe Inzenga nacque a Palermo nel 1815 e appartenne a una patriottica famiglia. Fu amico e corrispondente intimo di Giuseppe Garibaldi e di Francesco Crispi. Agronomo insigne, valente scrittore ed eloquente parlatore, diresse l'Istituto Agrario Castelnnovo e fu professore di agronomia nella R. Università di Palermo. Scrisse negli Annali di Agricoltura italiana parecchie Memorie dì economia rurale e pubblicò diversi studi tra i quali alcuni importanti sui funghi. Fu consigliere comunale e pro­vinciale. Morì nel 1887 fra il compianto di quanti lo conobbero. Ricordiamo che Fran­cesco Crispi gFinviavu hi somma di L. 1660 per pagare i cocchieri adibiti da Garibaldi per i viaggi al bosco di FÌCUZZB. In seguito a questo pagamento i cocchieri riconoscenti portarono in dono all'Inzeuga un vassoio carico di dolci; ma questi rimandò indietro il regalo, dopo avere dato un dolce ai figliuoletti che guardavano maravigliati. Nel 1882 Garibaldi* quando venne a Palermo per l'ultima volta (dal 28 marzo al 17 aprile)* volle andare all'Istituto Agrario Castelnnovo, a visitare l'Inzenga che amava come fratello, e ai contadini che circondavano la carrozza, raccontò che tutte le piantagioni di Caprera provenivano dall'Istituto Agrario, essendo stato l'Inzenga a mandargli le sementi. Umile in tutti i suoi atti, rifiutò la carica di deputato che gli era stata offerta. Sostenne polemiche sol metodo di cura per la peronospera. Alla redazione del Giornale di Sicilia dove egli si recava tutte le domeniche, era atteso con grande pia­cere* perchè faceva trascorrere ore in allegria col suo abituale buonumore. Uno volta pupazzetto tu ttii collaboratori della redazione; e non è a dire le risale, quando ognuno