Rassegna storica del Risorgimento

MERCANTINI LUIGI
anno <1939>   pagina <498>
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498 Libri e periodici
L'Oxilia ci rappresenta, sì, e con discreta efficacia, l'inquietante situazione a Genova all'inizio del In campagna napoleonica, il disagio, il disorientamento, il mal­contento generale, causati dall'anacronismo delle istituzioni, dal malgoverno e dal sopruso; accenna, sia pure un po' troppo vagamente, alle lotte, sorde dapprima e contenute, dell'alta e media borghesia Contro l'oligarchia patrizia dominante; si intrattiene, con abbondanza di particolari attinti a fonti sicure, sull'abile resistenza temporeggiatrice della vecchia repubblica che riesce, per qualche tempo, tra il rapido incalzare degli avvenimenti, a conservare la proclamata libertà; descrive, qua e là con vivi colori, le giornate cruente del 22 e 23 maggio 1797, dà notìzie diffuse sul Governo provvisorio e sulla Costituzione del Popolo ligure: ma il tutto a mo' di cro­naca, senza una salda linea direttiva, senza un valido e preciso filo conduttore. Del formarsi del partito democratico, il quale dà i snoi segni di vita ancor prima della discesa di Napoleone con manifestazioni audaci di italianità indipendente, o non fa parola o discorre di passaggio; né sa porre nel giusto valore le figure dell'epoca meno appariscenti, ma in vero le più rappresentative per la novità e la costanza delle idee, quali il Biaggini, il Serra, il Sauli, il dott. Giacomo Mazzini e lo stesso Carlo Gari­baldi, le cui memorie inedite, a nostro avviso, l'autore avrebbe potuto sfruttare con esito migliore. Del tutto dimenticata, poi, è l'azione fervida e operosa, ancorché in gran parte sotterranea, della stampa non ufficiosa, contraria al Governo e di aspi­razioni spiccatamente unitarie, la quale, in un ambiente così tipicamente particola­ristico come il genovese, era ben meritevole di speciale considerazione.
Comunque l'opuscolo, ricco di apparato bibliografico, non è del tutto inutile per chi voglia approfondire le ricerche su uno dei momenti più interessanti della storia della Liguria, daU'Oxilia tratteggiato troppo fugacemente e senza la dovuta penetrazione.
MARINO CIRAVEGNA
VINCENZO GIOBERTI, Prolegomeni del Primato morate e civile degli Italiani-, a cura di Enrico Castelli; Milano, Roma, Arti grafiche Bertarelli S. A., 1937-XV, in 8, pp. XVm-372, tavole 6, s. p.
S'inizia con questo elegante volume l'Edizione nazionale delle opere edite e inedite di Vincenzo Gioberti, approvata e incoraggiata da S. E. Benito Mussolini. L'importanza dell'impresa, il cui merito spetta olla Società Filosofica Italiana e alla Confederazione Fascista Professionisti e Artisti, non ha bisogno di illustrazione. La figura del Gioberti è sempre più grande nella storia e sempre più viva nella nostra coscienza; non mai come oggi, nel elima spirituale croato dal Fascismo, egli ci è apparso, con tanta evidenza, un maestro che alla soluzione dei più gravi problemi della vita contemporanea può ancor dare rapporto della sua vasta mente precor­ritrice e del suo cuore generoso.
La pubblicazione integrale di tutti! suoi scrittiVe in impeciai modo dei postumi (che sono i più controversi), darà modo agli studiosi spassionati di rivalutarne la dottrina e di riconoscere, finalmente, la profonda sostanziale unità e coerenza 'che sono a fondamento di tutto il suo pensiero politico e filosofico. Sarà così ben chiaro che la logica intima del suo sistema non è punto l'immanentismo, come si sono indu­striati di dimostrare alcuni suoi interpreti dotti e acuti, ma preoccupati per altro, sopra ogni cosa, di ricercare nella filosofia giobertianai punti di accordo con la proprio filosofia. Il residuo di ortodosftismo che, a loro avviso, attenua e corrompo la luce delle sue geniali anticipazioni, si presenterà invece come l'elemento informatore, centrale, sempre presente della sua speculazione, elemento che b 11 fine a cui con­verge tutta la sua operosità teorica e pratica e nel quale si compongono tutte le apparenti disannonie del suo spirito irrequieto.