Rassegna storica del Risorgimento
MERCANTINI LUIGI
anno
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1939
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pagina
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499
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Libri e periodici 499
11 problema che agitò il Gioberti per tutta lu vita fa il problema divino, del Dio immutabile che partecipa alla creazione, ma la trascende; fu la ricerca della sintesi tra il finito e riufinito, tra il fenomeno e il noumeno* tra il fatto e il concetto; ed è lo stesso problema, vivo e assillante, in cai si dibatte ogni l'anima italiana che, svincolandosi a mano a mano dalle infiltrazioni e dalle incrostazioni estranee alla sua natura, vuol rifarsi totalmente alla sua tradizione e alla sua storia.
In tutte le sne opere, dall' Introduzione alla Protologia, la posizione ontologica del Gioberti è ben netta di fronte alle intuizioni laico-umanistiche, delle quali egli accetta soltanto i motivi in quanto non intacchino la fede o giovino come reazione al conservatorismo della Chiesa e dello Stato.
In questi stessi Prolegomeni (in questa Edizione nazionale compaiono per primi, ma in verità appartengono, com'è noto, alla piena ma turarmi intellettuale dello scrittore) vi sono non poche pagine degne delia più attenta considerazione, nelle quali si manifesta apertamente il suo orientamento antiideaHstico. Ad Hegel egli riconosce la profondità di pensiero,e la vastità della teorica , la concatenazione almeno apparente delle varie sne membra; ma ritiene la sua logica lontanissima da quella universalità di cui si vanta, perchè esclude molti contrari 8 li sforma o li altera oli stira per adattarli alle angustie dei suoi cancelli. La religione, ad esempio, viene spogliata dal filosofo tedesco del suo elemento esterno, storico, complementare, vale a dire della rivelazione nel suo doppio componente del sovrannaturale e del sovrintelligibile, benché egli ne serbi i nomi e le apparenze. E colla rivelazione perisce la storia delle origini che sono la parte più vitale e più inomentosa degli annali del mondo (p. 281). Ad un Assoluto immutabile, che crea Uberamente, e creando dà l'essere sostanziale ai contrari, ordinandoli nella pugna a una armonia finale e non peritura, l'Hegel sostituisce un Assoluto variabile e progressivo, che esercita sopra sé stesso l'azione dialetticalc, negandosi e affermandosi a vicenda, e raggirandosi fastidiosamente in un cerchio eterno e monotono di combattimento e di accordi passeggeri, senza sostanza e senza contrasto (p. 282). A tale sofistica eterodossa il Gioberti contrappone il cattolicisrao, la cni dialettica, a suo avviso, è la sola che possa avere a compimento il genio nuovo e laicale senza pregiudizio del Suo contrario o scambievolmente perchè pigliando dal panteismo l'elemento unitario senza la confusione assurda dell'Ente con l'esistente, e prendendo dal dualismo la distinzione sostanziale di Dio dal mondo senza la loro separazione ripugnante accorda i due dati positivi per via dell'azione creatrice, che ci mostra la dualità essenziale del relativo e dell'assoluto, erompente dal seno dell'Assoluto medesimo, come Causa prima e infinita, senza che il relativo in lui si contenga e ne alteri l'imita semplicissima (p. 317).
Coteste testimonianze sono troppo esplicite e precise perchè sia ancora consentito di spiegarle come un fraintendimento, o peggio, come una lotta contro un'ombra vana che il filosofo piemontese non ri avveda di avere innanzi a se stesso.
Salutiamo pertanto con entusiasmo questa promettente edizione critica, condotta con criteri di assoluta oggettività, che varrà a darci non il Gioberti rappresentatoci sinora, oscillante tra il vecchio dualismo e i bagliori intraweduti di nuovi veri, ma il grande Gioberti, che mirò assiduamente alla creazione di una nuova cultura la quale non rinnegasse però il sentimento religioso, eterno e indistruttibile nello spirito umano. MARINO CIRAVEGNA
ARTURO CODICNOKA, Rubattino', Bologna, Cappelli, 1938-XVI, in 8, pp. 557. L. 60.
il Ruba nino è figura che attira l'ammirazione fin dagli anni giovanili, e dalla sua prima attività, per l'ardire con cui sa affrontare la realtà della vita ed aprirsi una via in mezzo al mondo. Ma il suo non è tutto attaccamento all'interesse e cura d'arricchire; v'è una fede di progresso ed una nota di idealismo, che più belli fanno a lui apparire i trionfi in ciò che non cessa mai di intraprendere. S'associa dapprima