Rassegna storica del Risorgimento

MERCANTINI LUIGI
anno <1939>   pagina <501>
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Libri e periodici 501
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li nome del Rubattino sarebbe, indubitatamente in modo glorioso* legato sol­tanto alla storia del commercio nazionale e dell'economia se avesse avuto animo probo, ma solo di uomo d'affari; è nome invece che rifulge nella storia del Risorgi­mento, perchè, scosso egli e riscaldato dalla fede mazziniana da giovane, non si spogliò più d'un sincero amore all'Italia, contribuendo alla ricostruzione di una patria più degna. Le vie percorse nell'immensità del mare dàlie navi del Rubattmo erano quelle per cui 3. pensiero d'amore all'Italia le parole ammonitrici del Mazzini le speranze dei patrioti la fede ardente fra stenti travagli affanni e prove di martiri indicibili passavano da animo fratello ad animo fratello, tessendo quell'immenso piano di idee e di principi che rendevano ineluttabile il trionfo. I meriti più grandi di coloro, che in tempi difficili pericolosi di assiduo lavoro s'adoperano per la preparazione di altri più nobili e più giusti, sono talvolta attestati da chi è di pensiero opposto. Cosi quelli del Rabattino per la spedizione di Sapri vennero messi in luce, s'intende come colpa, dal compilatore dell'atto d'accusa contro i sopravvissuti al glorioso ten­tativo. U Governo napoletano era stato informato dal suo console a Genova che . le trattative [del Pisacane] pel trasporto di armi e di munizioni [nel Regno delle Due Sicilie] BÌ erano più volte iniziate e rotte con l'amministrazione dei vapori sardi R. Rabattino, la più adatta perchè aveva linee periodiche tra Genova la Sar­degna e la Corsica, e l'avvocato dell'Intendenza generale della real marina napo­letana scriveva: rivolgendo la nostra attenzione sull'operato della scelta dell'equi­paggio, rileviamo che non pure la gente comune, ma la principale del medesimo era sospetta, e senza caratteri di regolarità che potessero legittimare o scusare la Compagnia che la elesse . Vennero naturali e logiche, pertanto, e la conclusione che affermava la correità del Rubattino e la sentenza dell'Ammiragliato di Napoli che considerava buona preda quella della nave usata per la spedizione, il Cagliari. Ma l'aria era in quegli anni, in Italia, satura di politica come non mai, ed il problema rispetto al quale si giudicava ogni atto era il nazionale, ed era ministro del Regno di Sardegna il Cavour, il quale ben sapeva che un'umiliazione della principale com­pagnia di navigazione, del mezzo cioè più potente per attestare nelle terre più lon­tane la sana e robusta attività degli abitanti dell'ancor piccolo stato, sarebbe stata diminuzione di prestigio per il Piemonte ed orgoglio per il Borbone. E la questione divenne politica, e fu dibattuta fra i due governi, e la stampa europea ed il mondo se ne interessarono, ed il 22 giugno 1858 il Cagliari entrava nel porto di Genova e veniva consegnato al Rubattino. E perchè il carattere della vittoria diplomatica del Cavour venisse ben posto in evidenza, il giornale geuovese II Cattolico schizzava veleno commentando: per la fortuna di avere avuto al suo bordo due macchinisti inglesi.
La seconda parte del capitolo: Rubattino e le imprese rivoluzionarie per l'unità d'Italia, tratta, pressoché interamente, la questione: se il merito d'aver fornito i due piroscafi il Piemonte e il Lombardo per la spedizione dei Mille spetti par­ticolarmente a G. B. Fauché, procuratore generale del Rubattino, o abbia avuto valore specialmente il consenso, anzi diremo meglio l'accordo preventivo e l'ordine del Rubattino stesso. L'importanza della questione, però, non è data solo dal dove­roso riconoscimento di maggiore o minore benemerenza dell'uno o dell'altro: va al di là dei due per ricollegarsi ad atteggiamenti di personaggi di Governo: comunque, sia che si aderisca alla tesi del Codigliela del tutto favorevole al Rubattino, aia che ci si senta tratti più a quella contraria, anche in questo punto l'abbondanza delle note chiarificatrici, ed il riferimento dei documenti, servono di guida preziosa a chi voglia approfondire la questione.
In quell'impresa che pure costituisce un merito grandissimo del Rubattino, e che ha dato inizio all'impero coloniale italiano, l'acquisto della baia di Assab,