Rassegna storica del Risorgimento

MERCANTINI LUIGI
anno <1939>   pagina <502>
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502 Libri e periodici
campeggia un'altra figura di attivo ed intraprendente pioniere, fedele ed accorto informatore d'ogni possibilità di affermazione della patria in terre nuove: è un altro ligure, il padre lazzarista Giuseppe Sapeto di Carcare. Egli andava a Firenze nel settembre del 1879 ed insistendo presso i personaggi più autorevoli vedeva approvato il suo progetto di acquisto, in qualche modo, d'un punto strategico e commerciale insieme nelle adiacenze di Bab-el-Mandeb, indipendente dalla Porta e dall'Egitto. Il 15 novembre successivo il Sapeto comperava dai sultani Ibrahim e Hassan, figlioli del sultano Hatnad, a nome del Rubatiino il capo Lumach e tutta la parte del litto-rale racchiusa tra il monte Gagà e il mare, in un triangolo di sei chilometri di base, considerando il lato lungo il mare, e sei d'altezza. Subito contestazioni ostacoli con­correnze; ma ciò che importa è che non ancora concluso il periodo del massimo pro­blema, l'unità nazionale, già se ne iniziava un altro di nuova attività per preparare lo spazio necessario ad irrobustire il nuovo organismo. E con la convenzione fra la Società Rubattino ed il Governo italiano, firmata il 10 marzo 1882 ed approvata dal Parlamento il 5 luglio seguente, Assab diveniva ufficialmente possedimento italiano. La questione di Tunisi nel libro del Codignola è presentata fin dai suoi inizi con un esauriente quadro delle condizioni politiche ed economiche della regione, e con le aspirazioni delle tre potenze: dell'Italia più strettamente legata- alle coste dell'Africa, che gli stanno di fronte, per il numero dei suoi figli che là dimoravano e lavoravano; dell'Inghilterra, che particolarmente guardava a Bìserta per rafforzare il proprio dominio sul Mediterraneo; e della Francia per la quale Napoleone IH si era recato nel 1859 in Africa ed aveva indotto il bey ad un'azione di riforme culminante nella concessa costituzione del 1861. E seguono le diverse fasi: la lunga questione della ferrovia Tunisi-Goletta acquistata dagli inglesi nel 1864, e ceduta, con un trat­tato preliminare steso il 22 marzo 1880, da essi al Rubattino, e malgrado questo trattato, dagli stessi venduta il 1 aprile seguente alla compagnia francese Bona Guelma; il processo che ne seguì e la vittoria del Rubattino; la precisa posizione della Francia di fronte a Tunisi in rapporto agli affidamenti dati dal Bismarck al SaintVallier a Berlino ai pruni del gennaio 1879 ed a quelli dello stesso cancelliere del 28 novembre 1880; il movimento commerciale dell'Italia coni porti della Tunisia e con le regioni più. interne, curato dal Rubattino con passione sempre più grande; ed infine la politica del Governo italiano nel momento più critico di fronte al bey ed alla Francia.
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La tenacia ligure ed italiana del passato, perchè la marina mercantile propria si affermasse dignitosamente nella concorrenza con le rivali più potenti, può sempre essere fortemente ammonitrice. Trionfare con poco, in condizioni disuguali essendo d'ogni cosa più poveri, vogliam dire d'ogni ricchezza manifesta, ma più ricchi di quelle virtù che più durano e più sono efficienti perchè sono non dall'uomo acquistate ma tutt'uuo con esso, e fonte della sua vita, è motivo di orgoglio anche per i nipoti, degli avi sono degni. II Rubattino rappresenta nel commercio italiano la forza a*un regolare progressivo coraggioso sviluppo: dalle lìnee più brevi con la Sardegna Tunisi Malta, giunse a quelle Assab-Calcutta ed a quelle Bombay e Singapore. La espansione commerciale esige una ordinata onesta produzione della ricchezza- per la laboriosità degli abitanti: essa è preziosa, ma non è pienamente efficace ed onore­vole se non s'associa ad una espansione intellettuale e spirituale, che acquisti onore ai popolo da cui parte. E l'Italia era ricca di nobiltà di idee.
Tutte le vicende delle società di navigazione che hanno fatto capo al Rubattino vengono dal Codignola seguite e ritratte con precisione scrupolosa, ed intelligente competenza. L'amore della materia aiuta lo storico nell'esplicazione del compito assuntosi, ove non risparmia fatica, si chedirebbesi nessuna curiosità insoddi­sfatta rimane al lettore. COSTANTINO PANIGADA