Rassegna storica del Risorgimento
MERCANTINI LUIGI
anno
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1939
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pagina
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525
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Vita dell'Istituto
525
MACERATA. - Mentre continua la propaganda per l'associazione di privati e di enti, sì è intensificata razione intesa a raccogliere elementi e dati sul materiale archivistico e bibliografico riguardante il Risorgimento. Una circolare del Presi dente ha chiamato a raccolta i podestà della Provincia perchè indichino fatti e persone che, nei vari luoghi, abbiano contribuito al Risorgimento e sui quali non esistano ancora memorie scientificamente redatte. Uguale invito è stato rivolto perchè siano indicati documenti, pubblicazioni, ecc., posseduti dal Comune, i quali trattino o si ricolleghino comunque al Risorgimento. Queste iniziative si accompagnano a quella della redazione di un indice del materiale posseduto dalle Biblioteche di Macerata, di Recanati e di Camerino.
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NOVARA. E allo studio la commemorazione dei due generali caduti a Novara il 23 marzo 1819, Passalacqua e Pcrrone. Prossimamente verranno tenute due conferenze di storia del Risorgimento per iniziativa del nostro Comitato presso la locale sezione dell'Istituto di Cultura fascista.
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PARMA. Nei primi giorni dello scorso febbraio si è spento il consultore professore Domenico Olmo, del quale i nostri lettori ricorderanno le pregevoli ricerche storiche.
Mercoledì 1S febbraio è stata tenuta la prima delle conferenze del corso di quest'anno. Diamo dal Corriere Emiliano del 17 febbraio, il resoconto dell'interessantissima conferenza:
Per iniziativa del Comitato parmense del R. Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, e sotto gli auspici della Direzione provinciale dell' Istituto N.C.F., nella sala del Ridotto del Teatro Regio è stata tenuta mercoledì sera la prima delle conferenze organizzate quest'anno sulla Storia del nostro Risorgimento.
Il generale Epimede Boccaccia ha parlato sulla Disciplina militare nel Risorgimento italiano, prendendo le mosse dalla restaurazione, per dimostrare che la storia del Regolamento di disciplina dell'Esercito sardo, trasformatosi poi in Regolamento dell'Esercito italiano, in gran parte riflette e spiega le vicende del nostro Risorgimento.
Una prima riforma del Regolamento di disciplina militare sardo si ha per opera del Re Carlo Felice, in seguito ai moti del 1821 e una seconda riforma nel 1840 più organica e con criteri più scientifici, tale che, se essa avesse avuta piena applicazione, ben altro sarebbe stato, secondo l'autore, l'esito della guerra del 1848-49.
Inseguito a Cnstoza e a Novara gotto la spinta degli avvenimenti e con l'assunzione del generale La Marmora, Ministro della Guerra hanno origine gli studi che portarono al Regolamento di disciplina militare 1859. Ma neanche questo corrispose alle aspettative e i mali della guerra 1866 sono da imputare in gran parte a difetti di disciplina.
Nel 1872 si addiviene a una nuova compilazione del Regolamento, determinata dalle esperienze del decennio 1860-70 e dal fatto positivo della formazione dell'Esercito italiano, che segna un vero progresso, sì da poter reggere un cinquantennio di vita militare, con gli opportuni aggiornamenti degli anni 1907,1909,1914. La grande guerra e l'evoluzione profonda della scienza militare imporranno il problema della revisione del Regolamento in parola.
Nell'aprile 1922 una Commissione, che era stata nominata due anni prima, presento le bozze per un nuovo Regolamento. Nell'autunno dello stesso anno, con l'avvento del Fascismo al potere* il concetto di disciplina veniva rivalutato e ricondotto ajlu gua vera espressione. Mussolini intende, corno nessun altro prima di lui, il problema: su la disciplina e con la disciplina vuole edificare lo Stato nuovo. E pertanto