Rassegna storica del Risorgimento
MERCANTINI LUIGI
anno
<
1939
>
pagina
<
526
>
526 pila dell Istituto
la discioglic dal Regolamento di disciplina militare, e la pone nella vita in tutti i suoi aspetti, quale polenta fondamentale della Nazione.
I fatti danno presto ragione: con l'impresa etiopica si ha finalmente chi comanda e chi obbedisce, senza confusione: lo spirito di disciplina e perfetto in tutti. La disciplina à stata certamente non ultimo fattore del rapido e sbalorditivo risolversi di tale impresa, in netto contrasto con l'andamento delle cose del 18-18 e 1849, nel 1866, nel 1896, nel 1911-12.
L'oratore conclude affermando che il trionfo militare in Etiopia, se ci pone in risalto l'importanza della disciplina e ci riempie di orgoglio, indica pure all'Italia la via da seguire, con la sicurezza del domani e la garanzia di nuovi trionfi.
La brillante conferenza, attentamente seguita dal pubblico, è stata salutata da vivi applausi.
* * *
PESARO. Per iniziativa della e Brigata pesarese di amici dell'arte il presidente del nostro Gomitato, dott. Edmondo Mondami ha tenuto il 24 gennaio u.s. una conferenza sulla Necropoli di Novìllara nel salone del Gruppo Rionale Fascista XXILT Marzo. Il dott. Mondami è stato seguito con vivo interesse dal numeroso pubblico che ha salutato alla fine la conferenza con una prolungata ovazione.
* * *
TRIESTE. Nel quarto trimestre dell'anno 1938 sono continuati, a cura del Gomitato, gli spogli archivistici del Museo del Risorgimento per preparare il materiale per una futura pubblicazione del catalogo dei documenti posseduti dalle civiche collezioni. La sera dell' 8 novembre u.s. il Presidente del Gomitato è intervenuto, in rappresentanza di questo, alla commemorazione indetta dal Circolo Italo-Polacco e dall' I.F.C. dell'eroica figura di Edoardo Ferdinando Vanon, volontario triestino tra gli insorti polacchi del 1863 nelle file dei bergamaschi guidati da Francesco Nullo. Il Vanon durante la dura prigionia nella fortezza di Nowogeorgewsk e poi nella deportazione siberiana contrasse la malattia di petto che, amnistiato e reduce a Trieste, lo portò quarantenne alla tomba. Oratore eloquente della celebrazione è stato lo scrittore polacco Leonardo Kociewski.
E continuata l'attività scientifica dei soci, dei quali sono apparse in questi ultimi tempi numerose pubblicazioni.
Venerdì 3 marzo alle ore 18,30 si è svolta nell'Aula Magna gentilmente concessa del R. Liceo Dante Alighieri l'adunanza del Comitato, alla presenza di autorità e di un folto stuolo di soci e di patriotti ravvivato da un'eletta schiera di signore.
II presidente, comm. prof. dott. Piero Sticotti, ringrazia gli'intervenuti e apre l'adunanza con la celebrazione dei novant'anni di vita quel giorno compiuti dal patriota triestino Guido Malici, ultimo superstite della congiura oberdaniana, condì-seepolo di Felice Vcnezian, indice e assertore dei diritti di Trieste italiana. Lo rievoca giovane ventenne iniziare la carriera di scrittore politico in un giornale triestino di tendenza garibaldina // Gaxzeuino Rosso, di cui il Museo del Risorgimento possiede una copia del primo numero pubblicato il 29 maggio 1870 con un coraggioso articolo del Maffei su Felice Orsini. Lo ricorda poi sostenitore di un'onoranza del Comune ai reduci di Villa Glori, dove Trieste era stata presente con tre grandi figli. Giusto Muratti, Gian Luigi VidaH e Pietro Mosettig. Noi 1878 egli diserta dall'esercito austriaco che marciava alla ingiusta conquista della Bosnia e, riparato In Italia, conosce a Roma Guglielmo Oberdan e lo ospita quindi a Napoli quattr'anni dopo, un mese prima eh egli partisse per il suo olocausto nana città natale. Anzi, dopo la morte del martire, la Polizia italiana ricerca il Maffei comò sospetto di congiura vendicativa contro la vita dell'imperatore d'Austria ed egli è costretto ad esulare in Inghilterra. Rimpatriato,