Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO
anno
<
1939
>
pagina
<
535
>
La formazione della coscienza patriottica in Ugo Bassi 535
deve annunciale al popolo colle dovute maniere. La molta atima che aempre mai ho professata a V. P. Revma fa che io m'induca a comunicarle le cose fin qui discorse per l'uso che stimerà bene di farne.
La prego dal Signore ogni felicità, e coll'usata considerazione me le offro
Di V. P. Revma
Bologna 31 ottobre 1838
Affino per servitor sempre
C. Card. Oppizzoni.
Padre Spieni rispondeva da Roma il 3 novembre, assicurando che farà rivedere le prediche del Bassi prima che le reciti non solo pel tempo, che verrà a predicare a Bologna, ma anche prima.
Sono certo aggiunge che il Bassi si presterà di buon grado a questa misura; ma non sono poi così certo, che nell'estro del dire non gli possa sfuggire alcuna cosa, che non avea approvata la revisione. Ad ogni modo conclude su questo punto con frase che nasconde un'oscura minaccia sarà così provveduto il meglio al decoro del ministero, al quale converrà toglierlo, ove ciò non bastasse.
Per quanto si riferisce alla pubblicazione dell'Ugo da Esti, lo Spisni dichiara che il Bassi
ha commesso un grave sbaglio, s'egli veramente ha stampata la Tragedia, di che mi fa parola, il che non potea fare senza licenza, e revisione interna. Forse gliela avranno stampata di nascosto gli amici: ma ha fatto male a consegnarla. 3.
Questa lettera placò il cardinale, e nessun altro ostacolo fu frapposto alla predicazione del quaresimale a Bologna. In quanto alla revisione, giustamente padre Spisni ne rilevava la difficoltà, conoscendo il temperamento oratorio del Bassi, dominato irresistibilmente dal suo estro fantastico e improvviso. Anche padre Alessandro Ramenghi, proposto al Collegio di Santa Lucia nel 1840, e Ultimissimo del Bassi, suo consigliere e ammonitore ascoltatissimo, riconosceva la difficoltà di rivedere preventivamente le prediche. Pure, per quel tanto che, in esecuzione degli ordini ricevuti, potè fare, non trovò nei discorsi del confratello nessuno di quei difetti politici rilevati da censori più acuti o sospettosi, e meno liberali di lui.
i) Archivio arcivescovile di Bologna, Segreteria arcivescovile, atti comuni: Predicatori dal 1803 al 1857, fase. 20 del 1840. L'incarto contiene la corrispondenza fra il Bassi e il cardinale Oppizzoni, e fra questi e il padre Spisni, e altre lettere che cite- * remo al loro luogo. Devo a don Augusto Macchiavelli, riordinatore appassionato e intelligente di quell'importantissimo archivio, al quale è preposto, il rinvenimento di questo fascicolo.