Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1939>   pagina <537>
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La formazione della cvÉcienza patriottica in Ugo Bassi 537
CARATTERE DELL'ORATORIA DEL BASSI
Con questi precedenti Ugo Bassi, in un ambiente variamente pre­venuto, si apprestava a iniziare il quaresimale in San Pietro in Bologna. E fu un quaresimale aspramente combattuto, chiusosi con la sospen­sione dalla predicazione, e con la relegazione a San Severino Marche.
Egilberto Martire in un suo studio, *) e il padre De Ruggiero in un recente laverò sul Bassi,2) attribuiscono, o fanno intendere, che le disgrazie del barnabita siano dovute a una specie di corsa al più rosso, gara oratoria e di emulazione estremista fra lui e il Gavazzi, o, peggio, a una suggestione patriottica. Entrambe le deduzioni sono, a mio avviso, errate. Se vi fu emulazione col Gavazzi, parlatore più tru­culento, demagogico nel senso peggiore (e sul genere oratorio dei due Barnabiti vi è un paragone incisivo di Niccolò Tommaseo) quando si diede ai comizi politici, ma efficacissimo e superiore al Bassi ai tempi della predicazione sacra, essa si riferisce unicamente a questa. Su ciò vi sono testimonianze rese dallo stesso Bassi, il quale con esempio raro di modestia e di comprensione, si dichiarò sempre inferiore al confra­tello in valentìa e in autorità. Nella gara patriottica (intendo quella verbale), il Bassi fu sempre assai più moderato, e molte volte, in occa­sione di straordinario fermento pubblico, fu questi a correggere e ad attenuare le violenti affermazioni dell'altro. Basta leggere il canovaccio della predica su L'amore di Patria, scritto nel 1847, e che servi anche nel 1848 durante il movimentato quaresimale di Ancona, per conoscere quale fosse la sua opinione su coloro che amavano l'Italia fuori da ogni spirito religioso; mentre incitava gli ascoltatori (dopo aver fatto un quadro effi­cace della grandezza della patria attraverso i tempi) ad amarla da Ita­liani e da eletti cristiani. Gli altri li chiamava ironicamente i nuovi redentori increduli. E questo serva anche a riprova che il Bassi era estraneo a ogni diretta influenza settaria. In quanto ad asserire ch'egli fu un suggestionato, peggio un ossessionato dall'ideale patriottico, a partire dal 1848 o anche dal 1846, come afferma padre De Ruggiero, a eausa della sua indole di avventuriero e l'irresistibile tendenza alla suggestione , e che lo condusse a eccessi dai quali esula un senso vero e proprio di responsabilità morale, è fare grandemente torto a una vita spesa con
i) E, MARTUIE, La predicanone patriottica dei barnabiti Basai e Gavazzi, in Rassegna Storica del Risorgimento, 1936, voi. I, p. 901. Del Martire cfr. anche: TI Padre Ugo Bassi fuori dalla sua leggenda.
2) Q. pjs KUCGIEKO, II Padre Ugo Bassi, Roma, Rassegna Romana, 1936.