Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO
anno
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1939
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pagina
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538
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538 Umberto Beseghi
tanta sincerità e purezza pel proprio paese, e annullare di colpo tutto il gran bene che, sostanzialmente, il biografo dice del confratello martire.
La verità è ben diversa. Se i contemporanei giudicarono l'oratoria del Bassi teatrale (ne vedremo qualche esempio descritto da lui stesso) per inflessioni di voce, pel gesto, pel modo di descrivere; oscura in qualche parte pel suo tenace attaccamento alle forme trecentiste; esuberantissima e violenta nel fustigare i vizi e le ipocrisie del tempo; tutto ciò fa parte di un metodo che, forse, urtava l'altro tradizionalmente in uso sui pulpiti; ma quel piò rosso è inesistente. Quando parlò della patria, dei doveri nuovi della gioventù, del bisogno di svincolarsi da forme tradizionali di educazione e di costume, lo fece con senso di misura. Anzi, era più quello che faceva intendere, che il palese; tanto che il campo dei giudizi è nettamente diviso, perchè quelle idee che i censori gli attribuivano erano più intuite che espresse. Lo stesso direttore della Polizia pontificia non trovò nulla da ridire sulle prediche, e le manifestazioni che causarono, del 1840 a Bologna. L'accusa venne da Roma, da quel cardinale Lambruschini segretario di Stato, che l'anno prima l'aveva sospettato, contro il vero e fra le sdegnose proteste del Bassi, di massoneria.
Esaminando il quaresimale del 1840 vedremo che la bufera fu scatenata dagli elementi reazionari cittadini, turbati dal favore dell'oratore, dal carattere singolare degli argomenti, denudati dalla spietata requisitoria dei loro costumi, e per la rivalità dell'ambiente formatosi intorno al predicatore di quell'anno a San Petronio, provocando la reazione dell'elemento liberale, del quale era parte attiva il dott. Agamennone Zappoli,x) che già fin dal 135, malgrado il Bassi avesse in due prediche su lì'incredulità fustigato l'agnosticismo religioso dei liberali, lo aveva circondato di simpatie e di amicizie.
Così attraverso un clamore pubblico, a una netta divisione di fazioni, che automaticamente faceva dei due quaresimalisti esponenti di diverse tendenze, Ugo Bassi apparve più liberale di quello che egli stesso pubblicamente si professasse, e dando motivò ai suoi nemici (la parola è esatta perchèl'odio era profondo e acre) di più duramente combatterlo e colpirlo.
Non il suo liberalismo, nel senso cioè di avere assunta una precisa posizione politica; ma il sno amore di patria, meglio la sua coscienza patriottica, si era fermamente formata.
Nessuno può rampognare me di peccato contro la patria e L'umanità Bcrive nel 1847: quando altri tacevano forse codardi, io svelando a tutti ii tesoro evangelico parlava t faceva tutti gli iniqui tremare.
*) Sullo Zappoli cfx.: A. SOBBILLI, Una caratteristica figura bolognese del Risorgi' mento, in Rassegna Storica del Risorgimento, faBc. IV, 1934.