Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1939>   pagina <541>
immagine non disponibile

a formazione della coscienza patriottica in Ugo Bassi 541
piaceva all'uditorio il suo metodo, la lunghezza de' suoi sermoni, il che sarebbe accaduto facilmente ad esso medesimo se invece di oratore tosse stato uditore. E nel terzo giorno aggiunse: di sapere benissimo essere tacciato di troppa lunghezza. Or come volete che io faccia ? Io non posso fare altrimenti per esaurire il mio discorso. D'altronde non sto bene (il Bassi fu infatti sofferente per tutto il quaresimale per acuti dolori reumatici a una gamba), e mi conviene andare adagio. Ma continuando a giungergli critiche, seccato disse che sapeva essere il pubblico poco contento di lui per la lunghezza dei suoi ragiona-menti; ma che egli era altrettanto stanco del pubblico di sentirsi ciò addebitare.
Lo stesso Bassi interpellato da alcune persone sul suo metodo di predicare, cosi fuor dall'usuale, rispose, e il Rangone riferisce, affermando che il metodo tanto discusso era realmente il suo, né avrebbe saputo adottarne un altro, avendovi fatta l'abitudine. Che di ciò era stato prevenuto non meno da' suoi Padri, ma che non sentivasi per questo disposto ad alcun cambiamento, ch'egli seguiva un genio irresistibile* che lo animava, e che sul pergamo, allorché lo si vedeva sudare era appunto allora, che sorpreso da mille idee, gli era forza di seguitarne il corso, e svilupparle, siccome egli faceva, e che tale sua maniera era stata criticata, ed anche aggradita ovunque.
Questo accenno al genio irresistibile che dominava il Bassi mentre parlava, spiega come si lasciasse spesso trascinare dagli argomenti, e come fosse impossibile applicare una censura sui copioni delle pre­diche, frequentemente abbandonati per affidarsi alla ispirazione del momento. Chi ha avuto sott'occhio i manoscritti delle sue prediche (ora custodite nei Museo Centrale del Risorgimento), mentre è evidente il tormento per perfezionare il suo lavoro, destinato a una pubblicazione che gli fu sempre interdetta, scorge qua e là alcune curiose annotazioni: Memoria Dio Aiuta, o semplicemente M. D. A. Sono questi i luoghi ove prevedeva che lo scritto, anche ritenuto dalla sua ferrea memoria, non l'avrebbe più seguito, poiché l'argomento sarebbe stato certamente preso da quel suo genio irresistibile, vivace e imperioso suggeritore di più vasta e libera oratoria.
Ma cessò ben presto la nostra meraviglia scrive padre Ramen­ghi nella citata lettera al cardinale Lambruschini quando dopo qualche giorno cominciò a fare delle prediche assai belle, che furono seguite da più belle ancora, tra le quali oso dire, anche per sentimenti di dotti con cui ho parlato, averne fatte alcune di cui andrebbe superbo Io stesso Segnerà.