Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1939>   pagina <543>
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La formazione della coscienza patriottica in Ugo Bassi 543
rimangono oziose le vostre mani ?. Il Kangone trovò la frate molto compromettente, in quanto l'allusione al ferro e alle mani inoperose parve incitamento alla riscossa. Perciò commenta : Si pensò per un istante, che il sacro oratore sarebbe stato in seguito chiamato all'ordine, ma giustamente si sarà creduto di darvi passata. Cioè si lasciò correre* salvo procedere dopo, come infatti avvenne. E si lasciò passare anche una vivace critica al governo, accusato di spendere troppo danaro in opere inutili, mentre trascurava la pubblica beneficenza.
. Impressionante, per prodigio di memoria, di erudizione e di poesia, e per tono epico, fu la predica su II trionfo della Religione. Li critici osserva il Rangone trovarono in lui passi impolitici. li. buoni cristiani molte verità. Niuno ne fu. indifferente, e tutti dovettero con­venire che al-solo Padre Bassi poteva esser dato di scorrere il trionfo della Religione del Cristiano dalla sua origine fino a noi, riepilogando li molti avvenimenti di ormai dicianove secoli, e chiamando la comune attenzione di ognuno.
Parlando della incredulità, il Bassi ebbe invettive violentissime contro il libertinaggio, assumendo che la gioventù doveva essere pura di corpo e di spirito per degnamente assolvere il compito che ad essa spettava nella società.
A proposito della predica sull'incredulità, che durante il quare­simale del 1835 divise in due parti, è da notarsi che in essa non risparmiò censure al liberalismo del tempo. Come abbiamo accennato il Bassi rimproverava ai liberali, molti dei quali erano suoi amici personali, di atteggiarsi ad antireligiosi, confondendo in unico giudizio Papato poli­tico e Chiesa. Affermò allora, e affermerà sempre, che l'idea della patria non poteva disgiungersi da quella religiosa, assegnando al cattolicismo funzione tutelatrice della libertà dei popoli. Egli non faceva suoi i principi sostenuti in proposito dal Lamennais; diversa era la conce­zione teorica e generica dell'abate francese, dall'interpretazione pratica da darsi in Italia, e specialmente nello Stato Pontificio, ai doveri di tutela e di difesa della libertà dei popoli. A Bologna la doppia funzione della Chiesa induceva i liberali a confondere i due istituti in unica condanna, mentre il Bassi riteneva che essi sarebbero un giorno diven­tati propugnacoli di libertà. Gli ostacoli erano identificati nei Gesuiti e in un olerò togato, come lo chiamava, retrivo, conservatore, sordo alle voci e alle idee nuove. Ma sarebbe venuto il giorno della liberazione della Chiesa stessa. I suoi accesi entusiasmi per Pio IX hanno questa origine, in questo suo stato d'animo che si rivela non da una predica sola, ma in tutto il complesso della sua missione oratoria. Persuaso,