Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1939>   pagina <544>
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544 Umberto Beseghi
quindi, che religione e patria avessero un compito comune da assolvere., e che l'una idea non potesse essere disgiunta dall'altra, rimproverava acerbamente ai liberali la loro incredulità. Soltanto il Bassi osserva padre Ramenghi poteva permettersi questo, ed era ragione di grande meraviglia se tante dure requisitorie fossero ascoltate e accolte da loro senza reazione.
L'ipocrisia dei bigotti fu vivamente bersagliata nell'altra predica su Gesù in Sacramento* Il Bassi censurò come mal costume l'azione di coloro, che mal conoscono, o sfruttano, o abusano di Dìo in Sacra­mento. Tali invettive osserva il Rangone e frequenti provoca­zioni, prorompono spesso in ripetuti nomi di mostri, di leoni, di tigri, di jene feroci, e degni di essere strangolati, tanto il furor sacro dell'oratore divampava nel fustigare i viziosi, .gli ipocriti i falsi reli­giosi, da lui ritenuti più pericolosi dei pubblici increduli. Allora la voce del Bassi, fortissima, aveva scoppi di violenza, o diventava stridula e lacerante di sarcasmo. Sotto le sue frustate molti si sentivano identifi­cati, e il pubblico stesso intuiva chi meritava tali fustigazioni, scopriva chi era serpe o Jena, chi esercitava l'usura e si prosternava davanti ad altari e imagini avendo il cuore colmo di peccato, chi penetrava nelle case subdolo e corruttore, e specialmente taluni preti scandalosi tol-. lerati dalla Curia, che, in materia, era abbastanza longanime. Ma questo serraglio di belve scatenato alle calcagna degli uomini dalla coscienza inquieta, provocò l'indignazione di qualcuno che si era sentito profondamente azzannare ai polpacci.
Poiché di belve di crucici diletto Bassi, ti piange le rabbiose vene,
scrisse costui in uno dei tanti sonetti che amici e avversari, come vedremo, si scagliarono in quell'occasione.
Ma quando il Bassi aveva per tema la Vergine (panegirici L'An­nunciazione e V Addolorata), la sua lirica non aveva limiti d'altezza e di dolcezza. Colui che nove anni dopo doveva morire fucilato in vista del santuario della Madonna di San Luca, era fervidamente devoto e innamorato di Maria, posta nella sua anima su un altare altissimo di passione e di venerazione. Per cui quelle due prediche ebbero un successo strepitoso. Dieci mila persone affollavano il tempio.
Una predica singolare fu quella sui Libri proibiti. Dando dimostra­zione di vastissima cultura letteraria, fece un esame minuto dei libri dell'epoca, spiegando i motivi degli interdetti della Chiesa, e della