Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1939>   pagina <546>
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546 Umberto Beseghi
volte a porre tranquillamente il sole, il quale vedea lui schiavo, e l'Imperio già suo in altra parte* e fra questo e lui lungo silenzio !...
Infelicissimo di tutti i mortali, cosi raumiliato da Dio questo facitore e distrug-gitor di Re: ecchè? fu adunque siccome gli stolti desideravano suicida? Non fu sui­cida... pure avea seco la sna spada addutrice di tante morti ! Mai non fu così grande al mondo, come lo fu allorché magnanimamente portando la mutata fortuna, mostrò di essere così filosofo, come Re. Fece di sua prigionìa famosi gli Oceani, come avea dell'imperio fatta la Terra: occupò con la sua sepoltura un altro emisfero come avea colle vittorie questo di qua occupato: commosse della sua morte e impietosì Funi-verso, accoTsa tutta bella e clemente a proteggerne le perdonate ceneri la Religione.
Questa serena e cristiana rievocazione di Napoleone, incluso fica gli eroi la cui vita doveva essere conosciuta e studiata dai giovani, impressionò assai il pubblico, e avrà anche successivamente echi nelle corrispondenze ufficiali. Il Kangone osserva, che pensò facilmente il padre Bassi, così dicendo, di riconciliarsi con quanti, in altri tempi, udi­rono ben diversi e amari pensieri. Il cronista allude a quanto nel 1835 in San Petronio, dopo l'incidente col cardinale Spinola, predicando il Bassi per due giorni sulla incredulità, censurò l'opera politica di Napo­leone accusandolo di aver fatto della Chiesa strumento per la propria ambizione. La frase era spiaciuta ai liberali, pur comprendendo che il Bassi aveva storicamente ragione. Ora, esaltando, ma sotto un altro aspetto, la figura morale di Napoleone, compiva, secondo il Rangone, la riconciliazione. E ne è soddisfatto, ma avrebbe voluto dall'oratore qual­che altra considerazione, e, cioè, che quella prigionia diventata un trionfo di più al suo nome immortale, era una pagina di più all'infa­mia del Governo inglese, di cui aggiunge è sufficiente conoscere la storia per rilevarne il carattere sanguinario, e di una scellerata politica.
Alla predica su La preghiera erano presenti diecimila persone. L'acre polemica, la gazzarra delle invettive, che tumultuava ai margini della predicazione, il rapido scambio di sonetti o epigrafi esaltanti, di stroncature feroci e di non meno feroci risposte, non faceva che aumen­tare il favore popolare.
V LE ORIGINI E LE CAUSE DELLA CAMPAGNA CONTRO IL BASSI
Padre Ramenghi, nella citata difesa a favore del Bassi, denuncia coraggiosamente l'origine della velenosa campagna contro il confra­tello Afferma che il crescente successo delle prediche
non giovò ad acquistargli la stima di quelli che si erano dichiarati contrari da prima; i quali anzi maggiormente sdegnati, e per le lodi che altri ne faceva, e pel molto popolo