Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1939>   pagina <549>
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Lo formazione della coscienza patriottica in Ugo Bassi 549
dire non fosse stato colorito dalle tonalità della voce e dal gesto. Questo trecentismo glielo rimprovera anche un N. N. (forse don Luigi Carboni) autore di un indirizzo che precede la raccolta dei tributi in lode del canonico Tarulli*) profusi durante la sua predicazione a San Petronio, e ciò conferma come l'ostilità al Bassi provenisse da queH'anihieute. Dopo avere ampiamente lodata l'oratoria del Tarulli, critica l'eloquenza imaginosa e trecentista, il purismo di linguaggio del Bassi, il quale, scrive!
esigerebbe ad uditorio del Predicatore gli incappucciati uomini del trecento, invece di que' più sciolti, e liberi nel parlare una favella già ridotta a perfezione quali sono gli uomini del secolo decimonono.
E aggiunge che non piacevano
quelle ricercate grazie, che ad Ano Creonte, o a Frugoni, Metastasio, o a quella turba di Romantici, della quale si gonfia il secol nostro.
Gli atteggiamenti sul pulpito era altro motivo pei giustificare le critiche. Il Bassi dicevano sembra; un commediante, in quanto alla parola aggiungeva una mimica efficacissima. Era questa costituita da gesti, movimenti, accenni a rappresentazioni sceniche, modi inu­suali di iniziare le prediche. Ed era vero. Al Bassi fu sempre rimpro­verato, specialmente dai superiori, di essere troppo teatrale sul pul­pito. Promise tante volte di emendarsi, di essere più. contenuto nei gesti, ma poi la sua natura prevaleva, e riprendeva quello che era il suo naturale modo di predicare. Si prescrisse persino delle norme, quasi per imprimersi una disciplina alla quale non ubbidiva. Il modo di pre­sentarsi al pubblico e di iniziare il discorso, è da lui fissato nel fronte­spizio della predica Alta necessitasi nella citata raccolta manoscritta degli scritti. Ma proprio a margine dello stesso frontespizio traccia quelle che potevano essere eccezioni, e che invece erano quasi regola.
Nelle prediche come quelle dello Scandalo e alcune altre scrive che siccome colui che e già commosso dalla fiera materia e terribile, dee cominciare a gridare mae­stosamente appena appare sulla porta del pergamo (e anche da dentro; come nello Scandalo). II predicatore avrà prima invocato il divino aiuto, recitando da p.er,s il Pater nostro, l'Antifona e l'Ave Maria.
Era quindi singolarissimo spettacolo sentire, ancor prima che l'oratore comparisse sul pulpito, la sua voce gridare su per la scaletta o dietro la portici ina, e poi vederlo comparire infiammato in viso e don le braccia protese, magari a pugni chiusi.
l) Al chiarissimo d. Adriano Tarulli Canonico di Matetica, oratore insigne nella Bolognese Petroniana Basilica la Quaresima 1840, Bologna, Governativa della Volpe, tip. JSobiii e C.