Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1939>   pagina <551>
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La formazione della coscienza patriottica in Ugo Bassi 551
Ritengo però, che, ancor prima di questo* e cioè subito dopo la predica d'apertura, s'iniziasse la serie dei sonetti ingiuriosi. Infatti ve ne è uno, sfuggito anche al Rangone, di questo tono:
A. Ugo Bassi oratore Sonetto Slitta predica dette Ceneri, ossia della morte.
Stamane un orator sentito io ho Entro la Cattedra! della Città, Che pei ficcai in testa che crepò ogni soggetto dell'antichità,
E pei persuader che creperà
Egualmente chiunque in Chiesa entrò, Fatto ha si gran provar che Dio sa, Quanta povera gente addormentò.
Dopo milioni d'ohl conclude che, E* tutto vanità quel di qua già Né, disse, mal pei quel che pare a me.
Pur detto avrei: Signor, ma dite su
Quel si lungo gracchiai che qui si fé' Se non fu vanità, che cosa fui
Ma il sonetto non ebbe grande eco. L'altro, invece, fa come stuz­zicare un vespaio. Si levarono subito, mordenti, i poeti satirici a difesa del Bassi. Chi fosse l'autore del sonetto: Ecco tornato lo Maestro Ircone non si sa; ma lo identificarono certamente i contemporanei per un tristo figuro, generalmente conosciuto per tale. Anche nell'ambiente della Curia arcivescovile doveva essere noto, poiché nella copia esi­stente in Quell'archivio vi è questa nota: <c Infame e scellerato libertino è l'autore.
Per cui aveva ragione uno dei poeti di controparte, il quale, pur storpiando la poesia, sconciò anche l'avversario, dedicandogli così il suo prodotto lirico: H vituperevole sonetto dettato da un Pinzochero Bac­chettone contro il Padre Bassi ha dato motivo alla seguente risposta colle medesime sguaiatissime rime:
Degno allievo ben è del Maestro Ircone, Quei che il sonetto reo ci fé* ascoltale E lime così belle andò a pescare* Per gracchiar contro il Bassi il vii sermone.
fai stoltissimi scherni entro vi pone.
Tanta invidia, e nequizia entro vi appare, E bugiarda ignoranza che ben pare Che le furie il dettassero a Plutone.