Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1939>   pagina <552>
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552 Umberto JBeseghi
Ei sì bagio va ben di palo in frasca,
Ei sì divorzio dal buon senso ha fatto,
E mostra il sale in zucca nò ! ma in tasca*
Per Dio ! per farsi del Bassi fl ver ritratto, Ne irida il dir gl'infinge una burasca, Mevio, getta la penna, e va al buratto.
Né questo è il solo. Sulle stesse sguaiatissime rime, altri due poeti si scagliano contro il detrattore del Bassi. Uno svillaneggiando l'avversario, esalta anche il barnabita:
Golfo pedante è lo maestro Ircone,
Ed Ugo bea chi stallo ad ascoltare, Che peregrine frasi ei sa pescare Nel tesser l'apostolico sermone.
Se grave parla e immobile ai pone
Un altro Ambrogio a chi lo guarda appare. Se grida al reo l'Arcangelo ti pare Che spinse all'imo greto Plutone.
Se minaccia l'osceno o pur la frasca. Costoro pentiti d'ogni laido fatto Li vedi ir chini colle mani in tasca:
Chi può dell'alma bella far ritratto ? Invidia moveragli invan burasca Ed ei trionferà col gran buratto.
L'altro è, invece, pieno di morsi e grani:
Il secol tu sei anzi il pedante Ircone
Che un sonetto bestiai ci fé' ascoltare,
E rime così laide andò a pescare
Da far giusto ai somari un bel sermone.
Chi a scriver tai goffaggini si pone Invidioso e stolto a tutti appare E si pien d'ignoranza che ben pare Più sapiente il cane di Plutone.
Tu il gufo che va di palo in frasca,
Tu sì divorzio dal buon senso hai fatto, E hai tanto cerve! qoant'io n'ho in tasca.
Opra del Capugnano è tuo ritratto !
Vanne però in galea quand'è burrasca, Vanne alla sega e al buratto.