Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1939>   pagina <555>
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La formazione della coscienza patriottica in Ugo Bassi 555
in lai bizzarra fantasia stravolta
Che al santo Lame di ragion fa velo, Nulla modestia, tracotanza molta, Pazzo il gesto, l'accento, e pazzo il zelo.
D. Senno dunque vi tolse Iddio,
Bolognesi, che a Lui movete ratti Non più curanti dell'onor natio ?
Ah se da pravo desiderio attratti
L'udrete ancora, converrà per Dio Voltar S. Pietro in ospitai de* Matti.
Sull'incauto poeta, che oltre al Bassi svillaneggiava anche i bolo­gnesi, si rovesciarono tosto tre sonetti di vituperi. Tutti sono condotti sulle stesse rime. Uno di essi, dedicato Ad Ugo Bassi Oratore, suona così:
Chi hiasma quei che il nostro Bassi ascolta Colpisca pur il ciel fulmineo telo, E gente sciagurata, è gente stolta. Che non la chiama Iddio per l'Evangelo.
È in lui chiarezza celestial raccolta,
Che al sacro lume toglie ogni altro velo, Tutto modestia, umiltadc molta, Santo il gesto, l'accento e santo il zelo.
O ! fortunati, ringraziate Iddio,
Bolognesi, che a lui movete ratti Ch'ei così accresce nostro onor natio.
d'invidi poi che a dirne mal son tratti Compassionate per amor di Dio, Ch'clli son empi, sciagurati e matti.
L'altro è più. violento, con evidenti allusioni al carattere sacerdo­tale dell'autore del sonetto ingiurioso contro il Bassi:
Predicar caritade a chi l'ascolta,
Poi soppiatto scagliar l'invido telo, Ognor sulla bocca impara e stolta* Aver e mai nel core l'Evangelo,
L'anima negra dal livor travolta D'umiltade celar col falso velo L'odio l'infamia e la libidin molta Paliar con turpe e mascherato zelo,
Vantarsi pieni d'amor d'Iddio
Poi contro i buoni scatenarsi ratti, Che ne discopron l'operato tristo e rio: (variante: Qual belve accese da furor natio)