Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1939>   pagina <562>
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562 Umberti Beseghi
Riproduce però, in fine, il sonetto che Giuseppe Morrò dedicò l'anno precedente al Bassi quando ritornò a Genova per predicare a San Bar­tolomeo degli Armeni, e che termina con questa significativa terzina:
Oh 1 Italia mia, su, ricompon tue chiome; Che se un figlio maggior d'Ugo non hai Resta Ugo solo a rasciugarti il pianto.
Pure manoscritto fu diffuso anonimo questo sonetto in lode, e
anche polemico:
Ad Ugo Bassi
Vero parlo ! Le sanguinose labbia In ascoltar l'angelica parola Lucifero si morse, e l'arsa gola Ululò con urlo di dolore, e rabbia.
Al rauco grido, d'infernal rabbia
E l'invidia, e ogni mostro a lui sen vola: Ite, lor sclama, e il dir di quella stola Come nulla dall'uom l'ascolti, e s'abbia.
Annidati nel cor con veglia infesta
Cercan, que* Mostri, rubellando ardito Contro ragion che ver gli manifesta;
Stoltizia ! Al suon del Bello ognor gradito Commosso il cor, dal dubitar si resta E cede di Ragion al dolce invito.
Il Rangone nella sua cronaca accenna che furono pubblicate anche alcune epigrafi. Una sola ci è stato possibile rintracciare. La seguente, pubblicata in manifesto dalla Governativa della Yolpe opera di L. P.:
Ad - Ugo Bassi soavissimo oratore che di tutte le cose celeste e cristiane -altamente ragionava con altissimo stile nel tempio magno delVJLpostolo sommo Una eletta schiera di ammirati ascoltanti tocchi dalla facondia dello italico genio commossi dalle maniere forti suolimi eleganti con che la santità delVEvangelio di Cristo -a tutte genti felsinee liberamente bandiva quando le vetuste divine pietose istorie della redenzione dalla sposa bellissima de* Cantici si commemoravano queste parole di candidissima lode déboli per tanta fortezza umili per tanta sublimità rozze per tanta eleganza oscure per tanta virtù desiava solennemente propagare L'anno del Signore MDCCCXXXX.
Presumibilmente questa epigrafe è l'eco del successo riportato dal Bassi con la predica 17 trionfo della Religione.