Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO
anno
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1939
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pagina
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564
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564 Lìmbertf Bescghi
I nemici del Bassi non erano mai giunti a violenza simile. Soltanto nei primi del 1849, quando il Bassi sarà tutto dedito alla lotta patriottica, già ferito a Treviso e prossimo a partire per Roma, e alla morte, contro di lui verrano lanciati due sonetti, opera del marchese Antonio Tanari, in uno dei quali gli viene auspicata violenta e atroce fine.
Le risposte al sonetto del 1840 furono immediate, e non meno aggressive. Uno è intitolato Al detrattore vilissimu del Padre Bassi:
Rabbido, ingiusto or, cessi la guerra, L'odio s'acqueti, e l'ira che ti coce Che quando il labbro vìi empio disserra Di Cristo ancor vitupera la croce.
Va maledetto- dall'Ausonia terra
Che spento è in te di Patrio amor la voce, Ma l'imprecar del giusto che non erra T'accompagni ovunque alma feroce.
Nell'ore estreme, a te dell'Evangelo
Manchi il conforto, e dalle furie invaso Pluto t'accolga del tuo spirto anelo.
In A verno tu giunto i detti audaci
Ripeti pur che quello e il tuo Parnaso. Vii... più non direi... ma dice Apollo, taci.
L'altro, senza titolo, non è meno violento:
Quando ti giovi, alla ragion fai guerra, Che tanto sei dell'util tuo feroce, Che di nuovo Gesù, porresti in Croce Se vii moneta, alcun a te disserra.
I
A te che il bene dell'Ausonia terra
Non ami, incresce di costui la voce: Che a chi piega a ogni vento ed erra In odio è il vero, e rabbia il cor gli coce.
Or del Corano sei, or pel Vangelo* Or dal desìo di libertade invaso. Ed or di bassa schiavitù anelo.
A carmi tuoi or vili, ed ora audaci. O venduta cicala del Parnaso, V'ha un sol che creda ? E per tuo meglio taci.