Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO
anno
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1939
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pagina
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566
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566 Umberto Beseghi
Quando a tal vista la superna mente, Che del creato l'ordine conduce* Fia salva, disse: e Te scelse repente In cui di Saul la forte alma riluce*
qual torrente che dall'alto preme,
A disgombrar dell'alme ogni peccato Rompesti acceso il cor di santa speme*
E redir tu vedesti a tanto lume, O avventuroso popolo beato La smarrita eloquenza e il bel costume.
Che cosa fecero gli avversari del Bassi ? Riesumarono anch'essi un altro sonetto del Pezzi, nel quale gran parte dei versi sembravano rivolti contro il Bassi, e lo pubblicarono nella stessa tipografia e con tanto d'imprimatur. L'intestazione fu così modificata: Al canonico Adriano Tarulli oratore in San Petronio la quaresima delVanno 1840. Così appariva che il Pezza, nel far lode al Tarulli spregiava il Bassi.
La parola del ciel che l'uom conforta, a lui disserra le bellezze eterne, in ogni loco si diffonde, speme L'iniquo buio ond'è la mente absorta:
Oh quanto suona invilita e torta
Da vani predicanti a chi ben scerne, alle genti stan già le porte inferne Dischiuse, e al cielo ogni speranza morta.
Tu di Petronio nel delubro augusto,
Non vangelizzi a noi con motti e scede Mendicando le baie a frusto a frusto;
Ma repugnante all'arte vota e prava Forte combatti a inanimar la Fede, Sì che di pianto ogni alma egra si lava.
11 povero Pezzi, che si era visto i due vecchi sonetti con la firma sua affissi ai muri, corse dal Bassi per fargli conoscere che era estraneo alla faccenda, e che il secondo era originariamente dedicato a Padre Michele Gavazzi, a scorno di certo gesuita che nelle sue prediche metteva tutti all'inferno. Il Padre Bassi narra il Rangone pascsi a ridere, dicendo, che era libero a ciascuno il pensare come meglio credeva, e ringraziandolo dell'attenzione.