Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1939>   pagina <569>
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La formazione della coscienza patriottica in Ugo Bassi 569
Mo Bassi con gridar sì lo stordì
E in fiumi di parlari lo annegò, Che smemorato forte ne stupì, E in rime quel strione decantò.
Chi disse Bassi un uom, cli'uom non è,
Chi lo volle un astro, cui l'egual non v'ha, Chi cosa divinissima lo fé.
E tosto si mirar per la Città , Plausi bugiardi all'orator, mercè Di questo stuol la nota cecità.
Sorge talor da paludosa sponda,
Di selvatici augei torma insolente, Che s'affanna a stordir rauco-stridente, La cheta d'Elicona aure gioconda.
Per cui di sdegno l'anima feconda
Alzo al Nume del loco onde potente, L'importuna distorni, e del dolente, Cocito la rimandi a bèver l'onda.
Che di levarsi a sì sublime volo,
Dato è soltanto a fortunati ingegni, Che Apollo educa all'Aonio suolo.
Essi che la sacrata onda libaro
D'Ippocrene, sciorran canti più degni A' prodi Eroi, e non al matto Icaro.
Questo sonetto ha la seguente dedica: Per certe insipide e prosaiche composizioni in risposta ai Sonetti critici contro il Bassi.
Con la dedica: Ad Ugo Bassi, fu inviato manoscritto e anonimo,
quest'altro:
Figlia del cielo Religione pura
Perchè tue forme nell'augusto in auto Veli, guai chi si duol d'alta sventura E gememonda fuggi al Nume accanto?
Ben io lo so. Lingua fratesca impura.
Sfiorando il voi, che ti fa pregio e vanto Accortamente a' danni tuoi congiura E favoleggia il vii de* Santi il Santo.
E soffrirai Gran Dio che sia schernita Nel suo ricorro la tua figlia eletta. Presso gl'altari la pietà tradita?