Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1939>   pagina <575>
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La formazione detta coscienza patriòttica in Ugo Bassi 575
aveva lo stesso timore, sia per le voci giuntegli, sia per quanto gli aveva detto don Pellegrino Venturoli, segretario arcivescovile,
per cui scrive destramente indagai ieri sera, senza dar mostra di alcun timore, l animo del Bassi, ch'io, con sommo piacere, trovai ben disposto a tutt'altro.
Mi affretto pertanto a darne avviso a V. E. com'è dovere, in risposta alla venera-tissima sua, assicurandola che il P. Bassi si conterrà con tutta prudenza.
Il 20 aprile il tempio era gremitissimo, numerosissimi gli studenti. La stessa Polizia aveva preso disposizioni straordinarie d'ordine pub­blico. Improvvisamente, fica la folla in attesa, corre la voce che il Bassi non avrebbe predicato. Le ipotesi furono varie. I più propendevano a credere come registra il Rangone, che l'arcivescovo, avuto sen­tore delle dimostrazioni organizzate dalla gioventù bolognese, avesse proibita la predica. La verità era più semplice: il Bassi per una grave infiammazione alla gola, non era in grado di parlare. Poco prima aveva fatto recapitare un biglietto al cardinale informandolo di questo suo malore,nello stesso tempo dandogli atto di avere accolte le sue preghiere.
Le sue pastorali, e dolcissime ammonizioni ricevetti scrive come dal Cielo, poiché io la estimo veramente come persona al tutto celeste, che mi ama e vuole il mio maggior bene.
Premesso ciò, lo supplica di rinviare l'ultima predica, che deve essere pronunciata perchè è di quasi necessità a chi ha ascoltato tutto il quaresimale, all'indomani o alla domenica in Albis, oppure nello' stesso lunedi alle tre, in quanto, dice, ho tutta infiammata l'ugola, e le fauci con dolore, e non posso né quasi parlare, e neppure posso quasi reggere per l'ambascia, che lo costringe a letto.
Se a V.E. conclude non pare ad ogni modo di concedermi questo mio desi­derio, ed io ad ogni modo intendo venire questa mattina, che ad ogni modo, o bene o male vadala cosa, farò la volontà del Signore. *)
L'arcivescovo aveva concesso il rinvio al giorno dopo, confidando nella guarigione o in un miglioramento, che infatti si ebbe. Questa era la vera ragione del rinvio. Ma gli avversari implacabili approfittarono anche di questa circostanza per far vituperio al Bassi: affissero alle porte dei teatri Comunale e del Corso, scritti di scherno, contraffacendo gli annunci degli impresari quando sono costretti a rinviare lo spettacolo per indisposizione d'un cantante. La situazione era cosi esasperante che
l) Archivio Arcivescovile di Bologna, citata posizione: Predicatori.