Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO
anno
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1939
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pagina
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584
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584 Umberto Beseghi
troncava, lui così dinamico, ogni attività, il suo animo fa profondamente sconvolto. In numerose lettere ad amici laici e sacerdoti, ai carissimi confratelli Venturini e Ramenghi, confiderà la grande crisi che gli sconvolgeva lo spirito. Ingiustamente accusato di settarismo, di perturbazione di coscienze e di essere causa di pubblico scandalo (e questo era concretato nelle manifestazioni di plauso), non aveva che un'ansia : quella di difendersi e di mettere in istato d'accusa i suoi nemici. E per far questo, nel delirio , come lo chiamava, della solitudine ostile di San Severino Marche, progetta di lasciare la Congregazione barnabi-tica, di recarsi in Francia, e publicare il quaresimale. Ma poi questi eccessi di disperazione si calmarono, e rigettò i progetti, come d'ispirazione demoniaca, rasserenato dal fervore della preghiera, prostrato nel Santuario di Santa Maria dei Lumi, davanti all'immagine della Vergine.
A Bologna la notizia della punizione inflitta al Bassi produsse una forte emozione, e non mancarono tentativi di reazione. Si volle raccogliere in opuscolo (come avevano fatto gli ammiratori del canonico Tarulli) i componimenti poetici in suo onore, ma la pubblicazione venne proibita. Allora si progettò di ristampare il ritratto disegnato dal Frulli; ma nonostante l'inquisitore padre Feletti concedesse il publicatur, il Legato non diede il permesso di stampa, e il cardinale Lambruscnini confermò il divieto. Il cardinale Macchi, sapendo che al Bassi per ordine di Sua Santità era stato interdetto l'esercizio della predicazione, ritenne cbe la pubblicazione del ritratto fosse un affare di partito , e permetterla avrebbe riscaldato gli spiriti già bastantemente esaltati, e ciò non ostante il publicatur dell'Inquisitore, concessione avvenuta su premure di padre Venturini, e elle non aveva mancato di produrre gran senso sul Legato.
Falliti questi tentativi di onorare il Bassi nei giorni più duri della sua sventura, la reazione fu solo nei commenti più disparati, e nelle lettere di conforto inviate all'esule a San Severino.1)
i) Da croci momento circolarono però, prima manoscritti e poi stampati, ristretti delie prediche pronunciate dal Bassi nel 1840 in San Pietro. Non ostante la clandestinità della diffusione, e il gran tempo trascorso, ancora oggi si rinvengono copie di tali ristretti presso famiglie bolognesi Segno che le riproduzioni furono numerose. In alcune copie sono aggiunti anche brani di discorsi tenuti in piazza San Petronio nel 1848. Sulla fedeltà delle riproduzioni vi è da dubitare, essendo stata cura dell'ignoto compilatore di mettere insieme le frasi più significative, e le requisitorie più accese. È da presumere che questo opuscolo sia quel tal libretto di cui fa cenno in un suo rapporto il delegato pontificio di Ferrara, diventato segno di riconoscimento fra i patrioti.