Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1939>   pagina <585>
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La forni astone della coscienza patriottica in Ugo Bassi 585
Di questo gran discorrere se ne fa eco nella sua cronaca il Rangonc.
Ignorasi ancora scrive il titolo delle accuse. Alcuni pretendono pel suo Apostolato di modi e di frasi, che presentemente non si convengono a evangelico ban­ditore. Cui vorrebbe trovare il motivo di certa veemente stranezza, e originalità di declamare. Chi in alcune frasi un po' liberali, e specialmente riguardanti il clero Ita­liano, quello è però certo si è, che il Bassi declamò forse contro Terrore, e i suoi segnaci, ma non mancò alla morale sociale ed evangelica. Era di eccellenti ed ameni costumi, e niuno può addebitarlo nel suo particolare contegno. Molto ha dato alla beneficenza, ricolmò di doni aggradcvoli, era però originale soltanto sul Pergamo. Ciò farà discorrere moltissimo.
Saputasi a Bologna della sua crisi di coscienza, il Kangone ne trae considerazioni interessantissime. Egli aveva conosciuta, secondo quanto riporta, questa frase contenuta in una lettera del Bassi: che quanto gli accadde ei lo riceve umilmente dalla volontà di Dio e della "Vergine, ma che si preghi e la Vergine e Dio perchè mai si stanchi la sua sofferenza . *)
Se queste espressioni commenta sono partite dalla mente e impresse sulla carta dal Padre Bassi, elleno lasciano luogo a grandi interpretazioni. Quest'uomo dot­tissimo e di una fervida mente, che tutti conosce li veri, principi di nostra angusta religione, che ninna ignora delle malizie degli uomini per farsene gioco, che della Corte di Roma, e del Vaticano note gli sono le pratiche; quest'uomo infine inseguito dalla malevolenza di quel partito istesso che dovrebbe rispettarlo, e non pubblicamente umiliarlo, e dal quale per lungo studio ed esperienza gli sono chiarissimi gli artifizii, quest'uomo, io dico, di tempra Ubera, e risoluta potrebbe fatalmente dimenticare, e novello Lamennais esibire un quadro della vera religione, quale si debba venerare e seguire, ponendolo al confronto de' suoi seguaci, che si allontanano da' suoi puri pre­cetti. Potrebbe, e non difficilmente, scoprire e provare con la sua naturale arditezza quello che non solo tutti conoscono, ma quello ancora, ch'egli più da vicino ha meglio considerato. Potrebbe infine farsi innovatore di certe dottrine, che buono sarebbe rimanessero arenate, onde non accrescere il numero degli indisposti. Da tutto questo io credo un po' impolitica l'asprezza che si è tenuta nel richiamare all'ordine il Padre Bassi, il che potevasi fare in modi meno clamorosi e umilianti, e spiacevoli sempre all'ordine distinto, al quale appartiene. Ciò è quanto si dice, e si teme, e sperasi dai buoni non accada.
Infatti non accadde. Ugo Bassi non si fece apostolo di alcun scisma religioso né bandi forinole per una nuova chiesa. Rimase fedelmente, tenacemente nei ranghi cattolici. Insidiato dalla chiesa militante,
l) La frase è esattamente questa: Prego Iddio e Maria carissima di sollevarmi da qualche sciagurate*partito. La lettera è diretta a un ignoto amico, forse Biagio 'Caraffa.