Rassegna storica del Risorgimento
BRIGANTAGGIO ; FRISIO (CONGIURA DI)
anno
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1939
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pagina
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587
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UN EPISODIO DELLA REAZIONE BORBONICA H LA CONGIURA DI FRISIO ì
Cori il crollo della dinastia borbonica e con il nuovo clima politico che si veniva formando in Napoli, l'urto di due epoche appariva inevitabile.
U vecchio mondo aveva ormai segnato il suo destino mentre una nuova luce appariva sullo stesso orizzonte sociale e le personalità del passato regime, tormentate dall'improvviso mutamento del quadro politico, e dallo sconforto di un immediato tramonto dei loro ideali, preferivano rinchiudersi nei vecchi sistemi mentali e nei loro superati programmi, traendo motivi di speranza per un non lontano ritorno ai tempi passati e peifcun sicuro e generoso avvenire. Ma le loro aspirazioni erano il risultato di una vera inesperienza politica accompagnata da ideologie artificiose ed astratte.
Collocati su un piano falso, questi uomini del legittimismo non si accorgevano che i loro ideali erano privi di contenuto dottrinale e che la loro situazione dava chiari segni di quella incomprensione della dialettica storica, animata sempre da nuove forze operanti che generano i nuovi fatti politici . *)
Il fallimento perciò dei loro programmi doveva apparire inevitabile e la loro animosità si basava su elementi tanto fragili e su una struttura tanto debole da non resistere all'urto con la nuova realtà politica operante. E l'urto era inevitabile perchè generato da una mentalità vecchia accompagnata poi da una condotta rigida decisamente voluta dalla stessa dinastia dei Borboni. Essi vollero lottare cogli elementi morali, assai più forti di loro, vollero essere contro i tempi, che presumevano di vincere, perchè essi non si volevano cambiare, e caddero sconoscendo, anche quando erano vinti, gli elementi morali ed i tempi; proclamaronsi vittima della violenza e del tradimento, mentre avevano essi violentemente urtato contro ostacoli, che dovevano di necessità rovesciarli .2)
Una siffatta mentalità, limitata ed incapace di più ampie vedute, risultava anche dalla speciale concezione della vita.
Salvo qualche eccezione, come ad esempio l'Ulloa ed il Clary, la maggior parte dei legittimisti mancava di fede, di entusiasmo e di vera abnegazione. Privi di slancio, desiderosi del quieto vivere, gelosi
*) Vedili mio: Un Legittimista napoletano! F. De Mari, in Samnium, 1939fase. I. 2) DOMENICO VALENTE: Storia dell'Italia centrale dopo la pace di Zurigo e della guerra di Sicilia, Napoli, Stani p. Morelli, 1862, voi. II, p. 303.