Rassegna storica del Risorgimento

BRIGANTAGGIO ; FRISIO (CONGIURA DI)
anno <1939>   pagina <591>
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Vn episodio della reazione borbonica. La congiura di Frisio 591
veniva fatto prigioniero e fucilato dai nazionali nel maggio del 1862; il conte De Chxisten che conosceremo in seguito nel corso della presente trattazione; il Langlois, identificato per Langlais; il conte di Coataudon, lo spagnolo Borjes ed il Tristany per citare i maggiori, Ma non erano i soli, perchè altri stranieri sbarcavano a frotte, ogni giorno a Civita­vecchia e si precipitavano verso Roma. Tutti erano possessori di piani e di mezzi infallibili per il recupero del regno . Non tutti però trovavano ascolto e piena risonanza del loro entusiasmo presso gli animi della Corte, per cui spesse volte sfiduciati e delusi, abbandonavano ogni programma di lotta e ritornavano donde erano partiti; mentre ipochi che restavano, ingannati e sorpresi dopo una più. o meno lunga odissea, pagavano il loro doloroso tributo con l'arresto e con la morte.
Se dunque la mancata reazione borbonica non era priva di uomini intrepidi e fedeli al trono, di piani audaci, di ordini categorici, di pro­messe, di aiuti e di speranze e se per quella monarchia, per impedirne la rovina o per tentarne la restaurazione, fu versato sangue nei combat­timenti, si abbandonò il suolo patrio per gli esili, si soffersero accuse e prigionie 2) non era priva però di segni manifesti di corruzione e di debolezza, dovuti specialmente ai sospetti, agli intrighi, alla cupi­digia che generarono la sfiducia e la disperazione, anche nei più ardenti e decisi alla lotta.
L'insuccesso appariva inevitabile nel dettaglio e nell'insieme perchè i germi contenuti in potenza, aspettavano il loro attualizzarsi mediante l'urto con le forze rinnovellate della vita nazionale.
Da non trascurare, inoltre, l'attività della polizia del governo costituito che non tardava a penetrare nel clima grigio e chiuso ad ogni soffio di vita nuova, generando così lo sgomento nelle vecchie coscienze e lo scompiglio fra le file dei cospiratori.
La sua operosità incessante e consapevole, che riusciva sempre a scoprire le conventicole e le segrete riunioni, affidava nelle mani della giustizia i rei di tradimento contro la vita dello Stato e la sua sicurezza. Ed in questo aspetto della vita nazionale non mancavano personalità capaci di dirigerne la lotta con energia, audacia e fermezza. Silvio Spaventa, per esempio, nominato direttore della Polizia, si rivelava capace dei tempi e degli uomini, generando intorno a sé tutta un'atmo­sfera di animosità, di odio e di invettive. Restano notevoli la sua attività ed il suo coraggio nelPaflrontare i nemici del nuovo governo
) P. C. ULLOA, Un Ru in esilio, a cura di G. Dorfa, Laterza, Bori, 1928, p. 47. 2) B. CKOGE, Op. cit p. 307.