Rassegna storica del Risorgimento

BRIGANTAGGIO ; FRISIO (CONGIURA DI)
anno <1939>   pagina <594>
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Francesco Zerella
Ma a questa forma di attività un'altra se ne aggiungeva : la congiura.
H brigantaggio e la congiura diventavano così due forme di vita reazionaria, espressioni di uno stesso volto e di una stessa mentalità che agivano con mezzi differenti, ma in vista di imo stesso risultato. Spesso ognuno ne ricavava un profitto personale, ricompensa della propria audacia, ma queste forine di vita avevano sempre la loro origine e la loro prima organizzazione presso la corte di Francesco II in Roma.
Principio fondamentale del programma insurrezionale era il movi­mento rapido e generale, in modo da generare il disorientamento delle coscienze nazionali e la successiva e sicura riscossa. Dunque pre­parazione contemporanea, punti di contatto tra il brigantaggio e le congiure, continui riferimenti, reciproca adesione di uomini e loro scambievole passaggio da una forma all'altra di organizzazione reazio­naria. Ma sebbene la complessa rete dell'organismo insurrezionale partiva da Roma ed i diversi comitati avevano diretto rapporto con quello supremo, mancava però l'unità di comando, causa fondamentale dello scompiglio e dell'insuccesso.
La congiura di Frisio, oggetto del presente lavoro, ci dimostrerà che la sua organizzazione'non solo era opera del Comitato Supremo e quindi, espressione diretta della volontà di Francesco II, ma era anche contemporanea a tutta la preparazione brigantesca, non priva di personalità militari che partecipavano a tutte e due le forme di vita reazionaria.
Al De Christen, che aveva nel gennaio del 1861 organizzato la prima riscossa borbonica e combattuto infelicemente negli Abruzzi insieme a Luigi Alonso, detto Chiavone e che si arrendeva a Bauco, paesello presso Frosinone, veniva affidata in un secondo momento, e precisamente nel giugno successivo l'esecuzione della congiura di Frisio.
Nell'aprile dello stesso anno veniva iniziata da Carmine Donatello, detto Crocco, la seconda reazione borbonica verso il centro delle Pro­vincie meridionali. E l'ex tenente borbonico, Achille Caracciolo, altro membro della congiura, affermava che da Roma, gli era stato ordinato di prendere contatto con il Borjès per iniziare il movimento nelle Cala­brie. Quest'ultimo, oriundo da Malta, ove esisteva anche un Comi­tato borbonico e dal quale aveva ottenuto istruzioni precise, sbarcava in Calabria, sulla spiaggia di Brancaleone il 13 settembre, ma non tro­vando gli aiuti sperati, abbandonava la Calabria ed entrava nella Basi­licata. Raggiungendo il bosco di Lagopesole si univa a Crocco che gli confermava la prossima venuta di un generale francese da Napoli, il Langlois, che infatti giungeva il 23 ottobre. Il Caracciolo, intanto, che