Rassegna storica del Risorgimento

BRIGANTAGGIO ; FRISIO (CONGIURA DI)
anno <1939>   pagina <597>
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Un episodio 'della reazione borbonica. La congiura di Frisio 597
venuti da Roma a Napoli il Coataudon, il De Lupe ed il De Christen, già difensori di Gaeta e quest'ultimo iniziatore del movimento negli Abruzzi per la necessaria organizzazione delle bande rivoluzionarie e per la direzione del Gomitato di frisio. E da una lettera rinvenuta nella sede del Comitato in seguito a perquisizione, si apprendeva clic
il generale (Coataudon) sta con loro al casino, preso in fitto a Posillipo; egli è con­tentissimo perchè le nostre operazioni procedono; anche il conte (De Ckristen) è con noi: la controrivoluzione è compiuta da un pezzo, la canaglia è avvilita, ma temo che il tempo affievolisca l'entusiasmo delle popolazioni. La mano di Dio che ci ha sempre aiutato continuerà ad assisterci .l)
L'esito infelice della congiura dunque non restava privo di riper­cussioni su tutta l'organizzazione della seconda reazione, perchè costi­tuiva motivo non ultimo di lentezza e frammentarietà nel movimento, di scompiglio e di sfiducia nella sua esecuzione.
Ma se la congiura di Frisio aveva le sue fila originarie ed i suoi continui rapporti con la Corte di Roma, tanto da apparire con i caratteri di un comitato autonomo, cioè indipendente dal Comitato Centrale pure istituito a Napoli, non era privo di personalità notevoli che agivano nel seno del Comitato.
Come vedremo, diversi erano i cospiratori per numero, per indole ed anche per nazionalità.
Ognuno aveva i suoi compiti e tutti avevano il loro grado di responsabilità.
Continuo ispiratore era del resto Francesco H, ma l'esecutore primo e quindi l'anima della congiura era Bonaventura Cenatiempo, avvocato ecclesiastico presso il Vescovo di Avellino.
Dopo la caduta di Gaeta egli veniva scelto come informatore dai generali Vial e Marra in Roma e convinto di una restaurazione Borbonica, si recava in Napoli per dare inizio alla formazione di un comitato.
Egli I
non è stato mai vescovo come si è detto e creduto da principio, ha una fisio­nomia placida ma piuttosto ironica, la bocca un pò grande si stringe talvolta in un sorriso tutto ecclesiastico, uno di quei sorrisi contenuti come ne hanno gii uomini assuefatti a Imporre al loro viso una convenzionalo espressione; pare avere quaran­tacinque anni, ha i capelli grigiastri, due occhiali nascondono gli occhi ed impediscono di apprezzare il torno esatto dello sguardo. 2)
i) G. FORTUNATO, Raccolta citata, fg. 33. ) Processo criminale, cit,, p. 5.