Rassegna storica del Risorgimento

BRIGANTAGGIO ; FRISIO (CONGIURA DI)
anno <1939>   pagina <601>
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tln episodio della reazione borbonica. La congiura di Frisio 601
lettere di una signorina Checchina Petrella che informava della sua attività, delle somme raccolte ed anche delle persone che avevano somministrato tali somme.
Notevoli fra gli altri il Principe di Ottajano, quello di Montemi-letto ed il Duca di Bovino. Dalle testimonianze e dalle confessioni degli imputati, si conosceva che diverse somme erano state raccolte ed impiegate per l'organizzazione delle bande e l'arruolamento degli ex ufficiali borbonici da parte del generale Coataudon, per l'acquisto di armi e di munizioni e per il pagamento da fare ad alcuni disposti a sopprimere le personalità più. in vista del nuovo governo. Ricordiamo per esempio l'anticipo di 120 ducati dato dal Tortora al Boccadoro per l'assassinio del generale Cialdini, comandante l'armata dell'Italia Meridionale e la somma di 130 ducati data all'ex sergente borbonico Luigi Lanzalone per arruolare uomini nel Cilento ed inquadrarli nelle bande reazionarie. A congiura scoperta si trovavano nella casa altri 600 ducati.
Tutto questo dimostrava non soltanto la grande attività che il Comitato svolgeva nel raccogliere danaro, ma anche le volontarie e vistose somme che la vecchia nobiltà borbonica versava per la riuscita dell'attesa reazione.
Contemporaneamente si provvedeva anche aU'arruolaineuto di uomini ed al loro armamento. Tra i documenti rinvenuti in seguito a perquisizioni del locale di Frisio, si notava una lista di 1190 indi­vidui armati e 1250 senza armi, 600 guardie doganali e 100 altri di diverse armi e così una lista delle forze di cui può disporre la reazione.1)
H Comitato dunque fissate le sue direttive, mentre raccoglieva uomini e denaro, aumentava anche il numero dei suoi componenti.
Altro arruolatore era Giovanni Antonio Menghini
senza nessuna importanza e senza alcuna significazione né fisica ne morale.2)
Altra figura di scarsa importanza era lo svizzero Cornelio Roeber, di 25 anni, domestico del generale Coataudon, implicato nella con­giura più per volontà del padrone che per decisione propria.
Di maggiore interesse era invece un altro cospiratore, della età di 20 anni, oriundo da Messina, Francesco De Angelis che sotto la divisa garibaldina anche egli svolgeva l'attività di arruolatore e spesso si recava a Gaeta con il compito di portare lettere.
1) Processo criminale cit., y. 12.
2) Processo eriminole cit. p. 5.