Rassegna storica del Risorgimento

BRIGANTAGGIO ; FRISIO (CONGIURA DI)
anno <1939>   pagina <603>
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Un episodio delia reazione borbonica. La congiura di Frimo 603
ritorno a Napoli veniva arrestato, inerme, ad un miglio circa da Co­senza. Il suo arresto lo inquadrava subito tra i cospiratori di Frisio, sebbene egli avesse abbandonato la congiura per svolgere un'attività più audace alla luce del sole.
Del resto il Caracciolo era stato un cospiratore, conosceva minuta­mente lo sviluppo della congiura napoletana e stringeva rapporti con altri movimenti che si preparavano altrove e che esigevano un'azione contemporanea e più efficace. Senonchè, dopo il risultato di Frisio, egli, insofferente ed energico, preferiva invece la vita delle imprese e della lotta aperta, partecipando all'organizzazione delle masse armate ed al comando di uomini disciplinati. Ecco l'origine del suo disinganno e del suo arresto.
Infine un personaggio di notevole importanza per la convinzione legittimistica, per la tenacia e l'ardimento con cui affrontava ogni impresa pericolosa, per la sua attività organizzativa e direttiva svolta durante la prima riscossa borbonica, tra i monti degli Abruzzi, e ter­minata infelicemente come sappiamo, era Emilio De Christen che, sconfitto a Baucò, passava alla cospirazione. Diventava così un attore principale del Comitato di Frisio e gli veniva affidata addirittura l'esecuzione della congiura.
Di appena 26 anni
ha la fìsonoinia aperta e simpatica, impronta di nobile distinzione, il volto pallido e bianco: la larghezza della fronte, la vivace mobilità degli occhi giùnta alla fermezza dello sguardo, indicano rinlelligcnza unita alla risoluzione ed al coraggio. *)
Oriundo francese, nato a Colmar, egli faceva parte di quella schiera di sventurati stranieri venuti nel nostro Mezzogiorno con la convin­zione di combattere per un ideale ed un programma. La loro attività era quasi sempre accompagnata dai consigli e dai piani che si facevano presso la corte di Roma; i loro mezzi erano sempre l'ardimento e l'au­dacia; il loro scopo era sempre la restaurazione.
Il De Christen aveva partecipato all'assedio di Gaeta con il Coatau-don e, nel dicembre del 1860, insieme al larverà, si recava a Roma unen­dosi con il Lagrange. H loro campo di azione nel gennaio successivo era stato offerto dai monti di Tagliacozzo dai quali si accingevano ad iniziare un movimento di riscossa. Ma fallita l'impresa degli Abruzzi, Lagrange andò in Sicilia e Luverà a Marsiglia.a) Il De Christen invece
0 Processo criminale eie, p. 5.
2) DE CESAHE, La fino di un Regno, voi. H, p. 209.